Insulti razzisti durante partita, squadra esce dal campo: sconfitta a tavolino. Società: “Orgogliosi dei ragazzi”

“Orgogliosi dei nostri ragazzi”. Lo dice a gran voce la Polisportiva Tribano, club di seconda categoria veneta, dopo che i suoi giocatori hanno abbandonato il campo durante il match con l’Atletico Granze per protesta contro gli insulti razzisti rivolti a un compagno di squadra. Il Giudice Sportivo ha poi decretato la sconfitta a tavolino per il Tribano.

I due club stavano disputando la partita di campionato quando Moussa Diedhiou è stato preso di mira con insulti razzisti. Un tifoso, infatti, ha iniziato a fare il verso della scimmia al centrocampista del Tribano dagli spalti. I compagni di squadra lo hanno segnalato all’arbitro e quest’ultimo ha sospeso il match a soli 3 minuti dalla fine, con il punteggio sul 3-3. I giocatori del club però decidono di fare di più. Si avvicinano al 22enne e insieme, di loro iniziativa, decidono di abbandonare il campo, andando negli spogliatoi. 

Insulti razzisti durante partita, squadra esce dal campo: sconfitta a tavolino

Un gesto lodato poi in un comunicato dalla società: “Esprimiamo tutta la solidarietà ai nostri tesserati che ancora una volta hanno dovuto subire offese ed insulti, non per la loro prestazione in campo, ma per il semplice fatto di avere un colore della pelle diverso da chi è seduto sugli spalti. La vicinanza è totale al gruppo che, unanime, ha deciso di lasciare il campo a pochi minuti dalla fine, dopo l’ennesimo episodio rivolto ad alcuni loro compagni di squadra. Siamo fieri ed orgogliosi che a rappresentare i nostri colori siano questi ragazzi, che non sono certo perfetti, ma incarnano in pieno lo spirito che da sempre contraddistingue la Polisportiva Tribano. Uno spirito che premia l’inclusione, la condivisione e la partecipazione ben prima del risultato sportivo”. 

Tribano

Un’azione lodevole, punito però con la sconfitta a tavolino dal Giudice Sportivo che ha inflitto anche una multa di 50€ all’Atletico Granze e una gara a porte chiuse (con la sospensiva per un anno): “La decisione della Polisportiva Tribano di abbandonare il terreno di gioco a seguito del volgare commento di stampo razzista proveniente da un sostenitore del Granze può essere compresa dal punto di vista etico non può essere giustificata dal punto di vista della giustizia sportiva”. 

Grande rammarico del Tribano, che non cambia posizione: “È giusto porre l’attenzione sull’ennesimo episodio di razzismo, sull’impossibilità di colpire con fermezza chi si ostina a offendere in maniera becera il prossimo, di come la tribuna di un campo da calcio diventi il posto dove sfogare le proprie frustrazioni e la propria rabbia repressa”. 

Il club ringrazia anche coloro che si sono dissociati da questo vergognoso gesto: “Onore ai tesserati della squadra avversaria, a quei giocatori che sono venuti a scusarsi nello spogliatoio dei nostri ragazzi, a quelli che all’uscita dall’impianto si sono realmente dissociati da quanto avvenuto, sentendosi quasi in colpa”. 

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