Pugno di ferro del Bayern contro i No-Vax: taglio dello stipendio ai “ribelli”

La situazione Covid-19 in Germania è in netto peggioramento, e anche il mondo del calcio deve necessariamente adeguarsi alle decisioni imposte dal governo tedesco per contenere la quarta ondata della pandemia. Ha fatto scalpore nelle scorse settimane il caso di Joshua Kimmich, che aveva dichiarato di non voler vaccinarsi a causa della “mancanza di studi a lungo termine”. Le sue dichiarazioni avevano sollevato molte polemiche, e adesso la sua squadra, il Bayern Monaco, ha deciso di usare il pugno duro contro di lui ed i suoi compagni contrari al vaccino: taglierà loro lo stipendio.

Il Bayern contro i No-Vax

Storica decisione del Bayern Monaco, che, secondo quanto riporta la Bild, ha deciso di non riconoscere lo stipendio a quei giocatori che hanno deciso di non vaccinarsi e risulteranno positivi al Covid o saranno costretti alla quarantena preventiva. I calciatori in questione dunque potranno subire la sospensione dello stipendio per tutto il tempo che saranno costretti a rimanere lontano dai campi per questioni legate al Coronavirus. Tra i bavaresi, oltre al già citato Kimmich, sono dunque a rischio altri quattro non vaccinati della rosa: Gnabry, Musiala, Choupo-Moting e Cuisance.

Kimmich Covid-19
Bayern contro i No-Vax

La dirigenza del Bayern, guidata dal presidente Herbert Heiner, dal direttore sportivo Hasan Salihamidzic e dal direttore finanziario Jan-Christian Dreesen, ha convocato i cinque “ribelli” informandoli che in caso di assenza dovuta a positività o quarantena non riceveranno lo stipendio. Una decisione che, numeri alla mano, è già costata a Kimmich, 768mila euro lordi (due settimane di quarantena). Bisognerà capire cosa decideranno di fare ora i giocatori non vaccinati: continueranno sulla loro linea o “cederanno” alle pressioni (anche economiche) del club bavarese?

Bayern contro i No-Vax

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