Bielsa: “Ho seri dubbi sul futuro del calcio professionistico, peggiora costantemente”

Il tecnico del Leeds, Marcelo Bielsa, durante la conferenza stampa pre partita di questo turno infrasettimanale, analizza lo stato attuale del calcio e si mostra piuttosto preoccupato. È stato un inizio stagione davvero difficile per i Whites. Dopo un exploit impressionante nella massima serie inglese lo scorso anno, la formazione dell’argentino si trova attualmente al 17° posto in classifica, dopo aver vinto solo due delle prime 13 partite.

Bielsa: “Ho seri dubbi sul futuro del calcio professionistico”

L’allenatore riconosce che la sua squadra ha avuto difficoltà negli ultimi mesi, ma nella conferenza stampa prima del match di Premier League contro il Crystal Palace a Elland Road, El Loco non si sofferma solo sul Leeds e gli avversari. Bielsa fa un’analisi più ampia, affermando di avere seri dubbi sul futuro del calcio professionistico. 

Bielsa

Dubbi che affiorano a causa del calendario frenetico ma anche a causa della commercializzazione costante. Le sue parole, riprese da Sportbible, aprono inevitabilmente il dibattito: Mi rattrista molto il modo in cui il calcio si sta deteriorando. Quello che è chiaro è che il calendario così sovraccarico non tiene minimamente conto lo sviluppo della preparazione. Ecco perché ho seri dubbi sul futuro del calcio professionistico perché è costantemente commercializzato e il prodotto ogni volta è costantemente peggio”.

Bielsa monologo conferenza stampa
Bielsa

L’obiettivo, secondo l’argentino, è vendere. Poco importa se le squadre possono offrire prestazioni migliori: L’obiettivo è vendere più partite, ma si ignora se le squadre sono in condizioni migliori per offrire risultati migliori. Uso i termini che usa l’industria del calcio ma per me è difficile pensare in questi termini”.

Bielsa, conclude, utilizzando un esempio concreto, il Mondiale in Qatar del prossimo anno. Un impegno che ostacolerà la preparazione: “La Premier League offre metà dei suoi giocatori al Mondiale. Verrà interrotta dieci giorni prima dell’inizio del torneo. E quindi al Mondiale, che è la competizione più importante del mondo del calcio, ci sono calciatori e allenatori che hanno avuto possibilità minime di offrire una squadra sviluppata e preparata. L’unica conseguenza che questo genera è che lo spettacolo in campo ogni volta è peggio”.

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