Sabatini: “Zhang in Cina semidio, ha una potenza economica nauseabonda. Plusvalenze? Le mie erano reali”

Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma e del Bologna, parla senza filtri ai microfoni di Radio Radio soffermandosi su vari argomenti. Il 66enne, che al momento è senza incarico dopo l’esperienza con i rossoblù, spazia dalle plusvalenze ai presidenti con cui ha lavorato, dal Genoa alla Roma, fino alla Serie A.

Sabatini: “Plusvalenze? Le mie erano reali”

Il dirigente sportivo segue con molta attenzione il campionato, in particolare il Bologna: “Guardo tutte le partite, in particolare il Bologna perché è la mia squadra fino al 30 giugno. Fino a un mese fa ho puntato sul Napoli per lo scudetto e confermo la mia idea. Ora hanno tanti infortuni, ma Spalletti troverà una soluzione. L’Inter in questo momento è felice, il Milan può restare in vetta fino alla fine. Il campionato è vivo e stimolante. La Juve non ha ancora trovato un canovaccio giusto, ci sono discontinuità in campo, ma è anche una conseguenza dell’abbandono di Ronaldo. Manca un po’ a centrocampo. Rabiot lo avrei voluto alla Roma, mi aspettavo di più da lui, più continuità, più incisività. Lo persi per un capriccio della madre”.

esperienza soprannaturale di sabatini

Parlando di Juventus, si fa riferimento anche al caso plusvalenze: Mi compiaccio delle mie e delle nostre plusvalenze, quelle della Roma sono state sempre nette e pulite, reali. Me ne compiaccio oggi perché vedo che tante erano truccate, come scopro oggi. Il calcio non si fermerà per questo, basta che ci siano le sanzioni che ci devono essere. Però il calcio è della gente e la gente lo difenderà sempre”.

Poi c’è la sua Roma, di cui è super tifoso: “È poco elegante per me parlare della Roma, ma a mio avviso manca il collagene, gioca brandelli di partita alla grande e brandelli no. La società deve avere un rapporto primario. Io sono tifosissimo della Roma, è stata la mia vita. È ridicolo mettere in discussione questo mio attaccamento. Vincere a Roma complicato? Nei miei anni perché c’era la Juve che faceva 102 punti. L’ambiente è difficile, ma l’ambiente siamo tutti noi. È una piazza turbolenta e polemica però non si perdono le partite per questo, conta sempre la taratura della squadra”.

Sabatini: “Zhang in Cina semidio, ha una potenza economica nauseabonda”

Difficile però un suo ritorno in casa giallorossi: “Se tornerei alla Roma? Domanda retorica. Ci tornerei, ma nessuno pensa di farmi tornare. E non c’è mai stato un riavvicinamento nei miei confronti, perché ormai il calcio sceglie i dirigenti con gli algoritmi. Ci devo convivere, ma non voglio essere codificato e vittima di un algoritmo”. 

sabatini inter

Niente Roma, ma anche niente Genoa. Sabatini allontana l’idea di un suo approdo a Genova: “Non vado al Genoa perché non c’è identità di vedute nella gestione del club, quindi è una cosa che non posso e non voglio fare”.

Si chiude poi con una domanda sui presidenti. Sabatini, nella sua carriera, ne ha conosciuti parecchi: Ho visto in Cina la potenza di Zhang, era un semidio, non era nemmeno considerato un essere umano. Una potenza economica nauseabonda. Zamparini si intendeva di calcio, con lui si ballava sempre il tip tap. Lotito il miglior presidente della Lazio, va contestualizzato, la società era quasi in tribunale. Con il suo coraggio ha portato la società in una dimensione europea, anche per il mio contributo in quegli anni, arrivati ai preliminari di Champions. Su Pallotta devo sorvolare, anche se mi ha dato la Roma”. 

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