Udinese, Gotti compra una pagina di giornale per salutare i friulani: “Io ci ho provato”

All’inizio doveva essere solo un traghettatore, poi l’avventura di Luca Gotti all’Udinese è durata molto più del previsto, complici gli ottimi risultati conseguiti nella scorsa stagione. L’allenatore, già vice di Donadoni a Parma e di Sarri al Chelsea, era in Friuli come secondo di Tudor e nel Novembre del 2019, dopo l’esonero del croato, assunse il ruolo di allenatore. Un ruolo che si è tenuto stretto per due anni, fino alla sconfitta contro l’Empoli. Il 54enne di Adria, nonostante il licenziamento, è rimasto molto legato ai bianconeri e alla regione Friuli, ed è per questo che ha comprato un’intera pagina di giornale per salutare squadra e tifosi.

La lettera di Gotti

Grazie a tutte le persone. Un saluto a quelli che in questi anni mi sono diventati amici, molti in questa regione splendida, persone speciali che mi hanno regalato un pezzetto del loro cuore, che porterò ovunque dentro di me“. Sono gli ultimi passi della lettera che l’ex tecnico dell’Udinese Luca Gotti ha scritto al popolo friulano e ai tifosi dei bianconeri. Un saluto e un ringraziamento che il mister ha diffuso acquistando un’intera pagina del quotidiano locale Messaggero Veneto. “L’Udinese non è la squadra di calcio della città di Udine, l’Udinese è una passione in tutto il Friuli e per i friulani nel mondo“, prosegue l’allenatore veneto nella sua lettera.

Luca Gotti

Qualche anno fa -. continua l’ex allenatore dei bianconeri – mi colpi l’elogio del friulano di Mauro Corona, da leggere, che tra le altre cose dice: ‘Il friulano è come la torre di Pisa, si piega ma non crolla. È difficile abbattere i friulani. Ci hanno provato guerre, miseria, terremoti, alluvioni, frane, e inverni da castigo. Niente da fare, il friulano non lo stendi. Fisicamente è vulnerabile come tutti, moralmente no. Moralmente il friulano è fatto di ghisa, e guarda al futuro con cautela…’. Proprio per questo la maglia dell’Udinese si carica di significati e valori simbolici che appartengono a questa gente e a questo territorio, e va portata e custodita con questo rispetto“.

Luca Gotti

A maggior ragione in un tempo in cui tutti noi tendiamo all’individualismo e a rinchiuderci nei nostri piccoli universi solitari, il valore di una maglia che unisce è ancora più grande. Le partite di calcio – ha concluso – si vincono e si perdono, e tutti sappiamo che vincere è bello e importante, ma è importante anche come ci si comporta vicino a quella maglia, con dedizione al lavoro, serietà, compostezza, umiltà, rispetto, ma anche orgoglio e caparbietà. Io ci ho provato, qualche volta mi è riuscito e qualche volta meno, però ci provato“.

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