Higuain: “A Miami ho ritrovato serenità, non volevo tornare alla Juve. Il calcio di oggi è una giungla”

Da diverso tempo i media americani parlano del fatto che Gonzalo Higuain voglia appendere gli scarpini al chiodo a fine stagione. Il campione argentino che sta vivendo una seconda giovinezza nell’Inter Miami, ha rilasciato una lunga intervista a Espn dove ha rivelato che già qualche anno fa aveva pensato di ritirarsi.

Higuain contro il calcio moderno: “è una giungla”

“Questo è uno dei momenti più belli della mia vita – dichiara il pipita a Espn. Mi sto godendo la crescita di mia figlia e posso passare più tempo con mia moglie. Ritrovare questa tranquillità dopo la morte di mia madre è stato meraviglioso. Prima c’era più pressione perché il calcio è una giungla, mentre oggi se segno un goal posso andare ad abbracciare mia figlia. Mio padre, i miei fratelli, tutta la mia famiglia è più felice. Mi sto godendo una città meravigliosa, posso uscire per prendere un gelato. Sono più calmo e sto facendo di tutto affinché la mia famiglia non sopporti più quello che ha dovuto sopportare per anni”.

Higuain che voleva già lasciare il calcio da tempo: “Sono tornato in Argentina ed ho detto a mia madre che non sarei ripartito finché lei non fosse guarita. Ho combattuto per lei, ma mi ha detto che così sarebbe morta prima perché mi avrebbe visto lasciare ciò che amavo. Stavo per lasciare il calcio, ma ho continuato a giocare per lei. Quando è scoppiata la pandemia ed ero in Argentina non volevo tornare alla Juventus, perché mi sembrava un’aberrazione che si continuasse a giocare nonostante i tanti morti. Nel calcio se ne fregano della vita delle persone, ci hanno fatto giocare per tenere occupata la testa delle persone che erano chiuse in casa. Non volevo tornare e sono stato criticato da destra e sinistra, ma era quello che sentivo”.

Gonzalo Higuain con la maglia della Juventus

Poi la conclusione: “La gente parla dei milioni e delle case, ma nessuno mi ha regalato niente. Ho iniziato a lavorare quando avevo nove anni e non ho chiesto niente a nessuno. Ho passato compleanni da solo, sono andato in Russia per i Mondiali il giorno dopo che è nata mia figlia e sono tornato in Argentina quando mia madre è stata male. Un calciatore fa tanti sacrifici”.

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