Peruzzi spara a zero su Lotito: “Supponente, si crede unto dal signore”

Pesantissime dichiarazioni rilasciate dall’ex portiere della Nazionale Angelo Peruzzi, che raggiunto telefonicamente dalla radio romana Radiosei, emittente vicina alle questioni di casa Lazio, ha parlato del suo divorzio dai biancocelesti avvenuto la scorsa estate. Un divorzio passato in sordina per una figura che a Formello faceva un lavoro silenzioso ma fondamentale all’interno dello spogliatoio. E le parole dell’ex club manager con ogni probabilità faranno molto discutere…

Il duro intervento di Peruzzi

Ha diecimila pregi, però ha due difetti: è supponente e si crede unto dal Signore“. Non usa mezzi termini Angelo Peruzzi per definire il suo ormai ex datore di lavoro, il patron della Lazio Claudio Lotito. “Questi due difetti stravolgono tutti i pregi che ha, che sono mille, io non lo metto in dubbio. Rivelando io questi due difetti, pensate che lui si abbasserebbe a chiamarmi (per tornare alla Lazio ndr)? Ma manco morto. Non ci pensa proprio“.

Angelo Peruzzi

L’ex portiere non nasconde il suo dispiacere per il modo in cui è terminato il rapporto con la Lazio: “In una società in cui ho lavorato come dirigente per cinque anni, e penso che qualcosa abbia fatto, vado via e non fanno nemmeno un comunicato per dire che si è levato dalle scatole questo rimbambito, per dire arrivederci“, spiega Peruzzi. “Dicono qualsiasi cosa che riguarda i giocatori sui social e non potevano fare una comunicazione del genere? Se non l’hanno fatta, allora è stato giusto che andassi via. Sono un po’ deluso, vuol dire che allora tutte le mie supposizioni di non contare più niente erano veritiere. Non lo so come si è venuta a creare questa situazione“.

Lotito ha quei due difetti e l’altro che comanda insieme a lui la stessa cosa“, continua l’ex club manager biancoceleste. “Perché le sanno solo loro le cose, gli altri sono tutti stupidi. L’altro è Tare? Eh sì. Contano solo loro due. Là dentro non puoi lavorare come vorresti, quindi a un certo punto arrivederci e grazie. Io gli ho detto anche al presidente ‘Se devo avere tre permessi per avere un secchio di vernice per la porta significa che non conto nulla, sono come l’usciere’. Perchè se chiedo un secchio di vernice dopo tre minuti deve arrivare quello che vernicia le porte“.

Peruzzi esclude categoricamente l’ipotesi di un ritorno in biancoceleste: “Irrealizzabile. Io voglio un bene dell’anima alla Lazio, ai ragazzi e all’ambiente. Sono stato lì più di dieci anni, è stato un pezzo della mia vita. Ma tornerei alle condizioni che dico io, ossia quelle che avevo chiesto al mio arrivo cinque anni fa: nel mio campo dovevo muovermi senza che nessuno mi intralciasse il lavoro e invece non mi fanno contare niente. Ti dicono sì, tu puoi fare quello che vuoi, ma in definitiva non ti fanno contare nulla…“.

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