L’ennesima ondata di Covid spaventa il calcio: nuova stretta sulla capienza degli stadi

La variante Omicron sta imperversando in tutta Europa e adesso ha inondato anche l’Italia, che con i 100mila casi di Covid sfiorati mercoledì ha toccato i suoi massimi dall’inizio della pandemia. Un’impennata nel numero dei contagi che inevitabilmente ha costretto il Governo a prendere delle contromisure atte a frenarne l’avanzata. E proprio nella serata di mercoledì è arrivata una nuova stretta sulla capienza massima degli stadi, che solo a metà Settembre era stata aumentata al 75% del totale.

Ridotta la capienza degli stadi

La variante Omicron del Coronavirus ha costretto il Governo a fare un passo indietro anche per quanto riguarda la capienza degli impianti sportivi che ospitano le partite di calcio. Non più un riempimento massimo del 75%, bensì si torna al 50, con disposizione a scacchiera. La stessa norma in vigore fino a poco dopo la metà del mese di Settembre. Nuova stretta anche per quanto riguarda i palazzetti al chiuso, la cui capienza massima sarà ridotta fino al 35%.

Ridotta la capienza degli stadi

La decisione del Consiglio dei Ministri è arrivata dopo una lunga discussione in cui era anche avanzata l’ipotesi di adottare una soluzione “alla francese”, che permette a soli 5mila spettatori di assistere alla partite. Confermata l’obbligatorietà del Super Green Pass per entrare negli impianti: necessario dunque essere vaccinati con doppia dose o guariti dal virus da meno di sei mesi. Si ipotizza che le nuove regole possano entrare in vigore già a partire dalla prossima giornata di campionato, prevista per il 6 Gennaio.

Ridotta la capienza degli stadi

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