Hoeness e gli aneddoti sul carcere: “Ero sotto la protezione dei russi, mai avuto problemi”

Ulrich Hoeness ha festeggiato i suoi 70 anni e, per l’occasione, ha concesso una lunga intervista a Die Zeit. L’ex presidente del Bayern Monaco, tra i tanti argomenti, si è soffermato anche su uno dei suoi periodi difficili, quello vissuto nella prigione di Landsberg am Lech.

È il 14 marzo 2014 e Hoeness, allora presidente del club bavarese, si dimette da tutte le altre cariche ricoperte all’interno del Bayern. Il dirigente aveva infatti ammesso di aver evaso personalmente al fisco tedesco 28 milioni di euro e aveva accettato la condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere. 

Hoeness e gli aneddoti sul carcere: “Ero sotto la protezione dei russi”

Hoeness va quindi in prigione e viene rilasciato dopo aver scontato 21 mesi. L’ex presidente non dimentica quei momenti, ma confessa di non aver mai avuto problemi durante la sua detenzione: Tutti erano sorpresi di quanto fossi assolutamente normale. Non ho mai avuto un problema. All’inizio circolavano queste storielle secondo cui la sera mi portavano sempre delle leccornie per cena, ma alla fine tutti quanti hanno capito che erano soltanto stupidaggini”.

Hoeness
Hoeness

Il 70enne ricorda anche di aver ricevuto la protezione dei russi. L’ex presidente frequentava la chiesa del carcere e, tra i fedeli, c’era anche il capo dei russi. Il dirigente è riuscito a conquistare ben presto la sua fiducia, grazie alla comunione. La chiesa, infatti, si rifiutava di dare la comunione al boss ma Hoeness ha trovato la soluzione: Ho preso l’ostia dal prete, ma invece di metterla in bocca l’ho tenuta in mano. Sono tornato a sedermi, alla penultima fila sono andato dal russo, ho spezzato l’ostia a metà e gliene ho data una parte. Il giorno dopo arriva un detenuto che era nell’ala principale del carcere che mi porta un messaggio ‘saluti dai russi, d’ora in poi qui dentro sei protetto'”.

Ma gli aneddoti sono davvero tanti. Un giorno, conclude il 70enne, un uomo dall’aspetto pericoloso si è avvicinato a lui, allarmando tutte le guardie. Il detenuto, però, voleva solo aggiornamenti sul calciomercato: “Gli agenti nella stanza erano già in allarme, ma lui mi si è avvicinato tutto eccitato e mi ha detto ‘Signor Hoeness, ma Reus lo prendete o no?’. Io ho risposto ‘ti posso assicurare che non lo prenderemo’. E lui mi fa ‘bene, allora posso iniziare in pace la mia detenzione'”.

LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I PIù LETTI DELLA SETTIMANA