Mammana confessa: “Stavo per buttarmi sotto un treno, uno sconosciuto mi ha afferrato”

Emanuel Mammana shock. Il difensore del River Plate, che aveva già confessato a Olé il suo tentativo di suicidio, ha fornito i dettagli di quel momento difficile. Il 25enne, nell’aprile 2020, aveva svelato che dopo la perdita dei suoi genitori aveva pensato al suicidio e che il River lo aveva aiutato molto: “Ho pensato di lasciare il calcio, ho anche pensato alla follia di suicidarmi. Volevo farlo due volte. È stato molto difficile, molto difficile. Sono state due o tre volte. Ma nonostante il dolore sono riuscito ad uscirne. E il River mi ha aiutato. Ho capito che a casa avevano lottato così tanto per farmi arrivare dov’ero e che non potevo buttare tutto via a causa di quella tristezza. Dovevo realizzare il sogno di mio padre: voleva che arrivassi in prima squadra”.

Mammana confessa: “Stavo per buttarmi sotto un treno”

Ora, a distanza di quasi due anni da quella confessione, Mammana torna sull’argomento e svela i dettagli di quel momento difficile in una lunga intervista a radio La Red. L’ex Zenit e Lione non riusciva a superare la morte della madre e del padre e ha pensato di togliersi la vita: “Tutti quelli a cui è capitato di perdere i propri genitori sanno quanto sia dura. Volevo suicidarmi, stavo per fare qualcosa di folle. Stavo per andare ad allenarmi, ma dopo due mesi non volevo saperne più niente. Sono andato a prendere il treno e quando ho visto che stava arrivando avevo deciso che dovevo buttarmi”.

Mammana

Stava per farlo, fortunatamente però uno sconosciuto l’ha salvato: Uno sconosciuto mi ha afferrato per il collo della maglietta e mi ha sbattuto contro il muro. Non so chi sia quella persona, ma la ringrazio dal profondo del mio cuore. Oggi ho la mia famiglia e i miei figli. I miei genitori non avrebbero voluto che mi suicidassi”.

Il difensore aveva lasciato il River per unirsi al Lione nel 2016, poi nel 2017 aveva iniziato la sua avventura allo Zenit. L’argentino ha chiuso l’esperienza in Russia a inizio 2022,  dopo il prestito al Sochi. Il 25enne ha fatto ritorno a casa, al River, il club che l’ha aiutato a superare la morte dei genitori. 

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