Ribery offerto al Ceará, con grande sorpresa del presidente: “Non sapevo giocasse ancora”

Frank Ribery è stato offerto al club brasiliano del Ceará, con grande sorpresa però del presidente. Robinson de Castro, infatti, non sapeva che il campione francese giocasse ancora a calcio e pensava che si fosse già ritirato. 

Ribery offerto al Ceará, con grande sorpresa del presidente

Il 38enne, attualmente, gioca con la Salernitana ma finora senza strabilianti risultati. Ribery è entrato a far parte del neopromosso club campano in estate ed è stato nominato capitano. Il francese ha collezionato 12 presenze con i granata, ultimi in campionato con 8 punti in 18 partite. L’attaccante ha firmato con la società di Serie A un anno dopo aver lasciato la Fiorentina, ma presto potrebbe cambiare aria. 

Ribery

Il Ceará infatti, club di Fortaleza che gioca nella massima serie brasiliana, è stato contattato in merito alla disponibilità di Ribery. Peccato che Robinson de Castro, il presidente della società, non sapeva nemmeno che il francese giocasse ancora. A confessarlo è lui stesso nel corso di Live da Central do Mercado: Ieri mi hanno chiamato per offrirmi Ribery. Non sapevo nemmeno che stesse ancora giocando”.

Grande sorpresa del presidente dunque, non tanto per l’affare ma nello scoprire che l’ex Bayern non si è ancora ritirato. Ribery quindi volerà in Brasile? Ancora non si sa: “Proveremo a reclutarlo? Non lo so”.

Ribery, prima di sbarcare in Serie A, ha trascorso 12 stagioni ricche di successi al Bayern Monaco. Il francese ha segnato 124 gol e ha vinto nove titoli di Bundesliga durante la sua esperienza con il club bavarese e ha fatto anche parte della squadra che nel 2013 ha vinto il triplete sotto la guida di Jupp Heynckes.

Quell’anno, ha realizzato 22 gol e 18 assist ed è arrivato terzo nella classifica del Pallone d’Oro, cosa che ha sempre considerato un’ingiustizia: “È la più grande ingiustizia della mia carriera – ha confessato a L’Equipe – Non solo per me, per tante persone. Ero in testa e sono arrivato terzo. Non avevo niente da invidiare a Ronaldo o Messi quell’anno. Lo dico in tutta umiltà perché è la verità”.

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