Che fine ha fatto Ilicic? Gasperini: “La sua testa è una giungla…”

Ieri sera un’Atalanta rabberciata è riuscita a strappare un pareggio all’Olimpico contro la Lazio. La Dea ha dato prova di grande orgoglio e nonostante le tante defezioni è riuscita a tenere testa ai biancocelesti. Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Pasalic, Gosens, Malinovskyi, Zapata e Muriel sono stati fermati da infortuni o covid, ma c’era un altro grande assente dalla lista convocati: Josip Ilicic. Lo sloveno, in realtà, manca dal 9 gennaio, dal match vinto contro l’Udinese. In molti si chiedono che fine abbia fatto e lo stesso Gasperini, ieri dopo la partita, ha spiegato che non si tratta di una scelta tecnica né di un infortunio.

Che fine ha fatto Ilicic?

Con la partenza del Papu Gomez, Ilicic sarebbe dovuta essere la stella della squadra bergamasca, ma così non è stato, o comunque non sempre. Sia la scorsa stagione che in questa, lo sloveno è spesso sparito dai radar senza un apparente motivo. In molti pensano che il giocatore soffra di depressione, anche se lui non ne ha mai parlato esplicitamente. Difatti, l’attaccante già un anno fa ne parlò, senza mai usare la parola depressione. “Non voglio che nessuno viva quello che ho vissuto io – spiegò ai media sloveni – ma è passato, il calcio e la mia famiglia sono stati il più grande sostegno. Per un momento avevo pensato anche di smettere“. Il giocatore era rimasto fortemente scosso dalla vicenda covid e da come Bergamo ne fosse stata duramente colpita, tanto da cadere in un tunnel da cui non è ancora uscito.

In questa stagione il problema pareva superato, ma dal 9 gennaio, Ilicic non è più stato convocato. Già nella gara di Champions League di dicembre contro il Villareal, l’attaccante era apparso appesantito e il tecnico degli orobici aveva spiegato: “Sta cercando la condizione migliore, cura il suo peso perché forse i farmaci che ha dovuto prendere l’hanno appesantito“.

Ieri sera Gasperini ne ha nuovamente parlato: “Non mi fa piacere parlare di questa situazione, lo aspettiamo tutti, la sua situazione ha alti e bassi e in questo momento ha avuto qualche problema di nuovo. Ma da parte sua c’è la disponibilità a ripartire. Viene prima la persona e poi il giocatore. Al momento la cosa migliore è lasciarlo stare e parlare poco“.

Il tecnico ne ha parlato anche su Sky: “Con Josip abbiamo avuto un rapporto di tanti anni, vivendo tante situazioni felici in campo. Lui è molto propositivo, è una persona assolutamente normale, la nostra testa è una giungla. Non è facile per gli psicologi e gli psichiatri e ancora meno per noi – sottolinea – Speriamo che al campo trovi soddisfazioni, non si è mai impegnato come quest’anno, non l’ho mai visto così. Come persona lo aspettiamo tutta la vita. Come calciatore la situazione è imprevedibile, una risposta non la posso dare certamente io se non la sanno i medici. Parlo stavolta e non ne parlerò più, perché è una cosa delicata”.

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