Ceferin non dimentica il tradimento di Agnelli: “Voleva uccidere il calcio per interessi personali”

Sono passati mesi dalla vicenda della Superlega, ma il numero 1 dell’Uefa non dimentica il tradimento di alcuni club, ma soprattutto il tradimento dell’amico Andrea Agnelli. In un’intervista al Journal du dimanche, Ceferin è tornato sull’argomento.

Ceferin attacca i fondatori della Superlega

Sappiamo che alcuni club stavano pianificando quel progetto da tre anni. Annuivano e stringevano mani ma stavano già pianificando una separazione – spiega Ceferin nell’intervista –. Quando hai persone nel tuo comitato esecutivo, compreso il presidente Andrea Agnelli, che negoziano e cercano di trovare soluzioni, è molto difficile immaginare uno scenario del genere”.

Dopo aver pugnalato (Juve, Barça e Real ndr) me e la Uefa penso che spetti a loro chiamare. Non lo hanno ancora fatto. Nello stesso modo in cui la Terra è piatta, pensano ancora che la Superlega esista. Eppure, cosa strana, sono stati i primi a firmare per giocare in Champions League in questa stagione… Ma se mi chiedessero un incontro, non lo negherei”.

Poi ha parlato anche del suo ex amico Andrea Agnelli: “Proprio perché con lui ne avevo uno intenso, oggi non esiste più. Non ho un problema con lui ma sono rimasto impressionato dal fatto che persone nel calcio da anni siano pronte a ucciderlo per interessi di parte. Le uniche cose che arrivano da loro sono cause che non hanno motivo di esistere. Nessuno vuole la Superlega eccezion fatta per quei pochi che pensano che il calcio sia solo questione di soldi

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