Momento difficile per Schiappacasse dopo l’arresto, l’allarme del legale: “Sta male, è depresso e ha il covid”

Sono passate quasi tre settimane da quella serata di follia in cui Nicolas Schiappacasse, attaccante del Penarol, ma di proprietà del Sassuolo, è stato arrestato in Uruguay per detenzione illegale di arma da fuoco. Il calciatore è adesso in carcere e ha preso il covid, il sio avvocato ha spiegato che non sta passando un bel momento soprattutto dal punto di vista mentale.

L’allarme dell’avvocato di Schiappacasse

“Nicolas è stato privato della sua libertà. Ha trascorso una settimana al centro di ammissione e solo gli avvocati possono vederlo – ha spiegato il suo legale al programma 100% Deporte di Sport 890  -. Non può ricevere visite da parenti o amici. Successivamente lo hanno trasferito nel carcere e sta scontando una pena preventiva di 90 giorni (fino al 26 aprile). Come se non bastasse è risultato positivo al coronavirus. Schiappacasse è molto depresso. Quando uscirà dal protocollo Covid e potremo vederlo, chiederemo assistenza medica per questo problema“.

Nebuloso anche il futuro: “Non sappiamo ancora che strada prendere. Se accettare di essere processati o provare a trovare un accordo. Molte delle informazioni che sono uscite sui media non sono vere e non ci sono filmati o audio sul momento dell’arresto”. Schiappacasse era stato fermato dalla polizia di Montevideo il 26 gennaio per un normale controllo di routine ma nella sua auto era stata rinvenuta una 9 millimetri avvolta all’interno di una felpa di proprietà dell’attaccante, il quale avrebbe spiegato di dover consegnare l’arma a un tifoso presente allo stadio. L’attaccante era in compagni di tre amici, di cui uno aveva un passato come narcotrafficante. Inoltre, ad aggravare la situazione di Schiappacasse, c’era stato il tentativo di liberarsi della pistola prima di fermare il veicolo.

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