Shakhtar, il caso di Alan Patrick: ha lasciato Kiev prima dell’attacco per un’ernia

Un’ernia inguinale salva Alan Patrick dalla guerra. Il giocatore dello Shakhtar Donetsk ha lasciato l’Ucraina poco prima dell’attacco russo per dirigersi in Germania. Il centrocampista è stato operato martedì e nelle scorse ore ha raggiunto il Brasile. 

Il caso di Alan Patrick: ha lasciato Kiev per un’ernia

Alan Patrick, durante gli ultimi giorni a Kiev, accusava forti dolori addominali. Lo staff medico dello Shakhtar ha capito presto che si trattava di un’ernia inguinale e ha organizzato il viaggio del giocatore in Germania per un intervento chirurgico. E proprio quell’ernia ha salvato il centrocampista dalla guerra.

Il giocatore doveva rimanere in ospedale pochi giorni per poi rientrare a Kiev. Ma in poche ore tutto è cambiato. La Russia ha dato il via all’operazione militare in Ucraina e il 30enne ha deciso di non tornare indietro ma di andare in Brasile, a Santos. A raccontare quanto accaduto è lo stesso Alan Patrick in un video postato sui social. 

alan patrick

L’ex Flamengo ha ricevuto molti messaggi in questi ultimi giorni e ha così tranquillizzato tutti svelando che si trova già in Sudamerica: “Ho ricevuto molti messaggi in questi ultimi giorni a causa della situazione in Ucraina. Molte persone sono preoccupate per me e la mia famiglia. La mia famiglia sta bene, è in Brasile. Io sono appena arrivato in Brasile, sto bene anch’io. Non potevo giocare e allenarmi a causa di un dolore addominale. I medici sospettavano fosse un’ernia. Abbiamo preso un appuntamento con uno specialista in Germania ed è stata diagnosticata. Tutto è avvenuto molto velocemente, tutto è andato bene. Questa particolare situazione ha finito per tirarmi fuori da questo momento di tensione che tutti i brasiliani stanno vivendo lì”.

Il centrocampista è uno dei 13 brasiliani nella rosa dello Shakhtar Donetsk. Dall’inizio della guerra, i giocatori si sono rifugiati in un hotel nella zona centrale di Kiev, insieme ad altri due connazionali della Dinamo. Gli atleti hanno chiesto aiuto al governo brasiliano per lasciare il Paese dell’est Europa. 

Il 30enne non dimentica gli amici che sono ancora in Ucraina: “È un mix di sentimenti. È un sollievo essere a casa con la mia famiglia, ma il mio cuore è molto stretto e afflitto di fronte a questa situazione di amici, compagni di squadra, che finiscono per essere anche la mia famiglia. Spero che Dio possa prendersi cura di tutto e che possano trovare soluzioni per uscirne il prima possibile. Conto sulla preghiera di tutti e sul sostegno di tutti. Che le autorità brasiliane possano trovare una soluzione il prima possibile per far uscire di lì i brasiliani. Pace per il mondo, preghiere per l’Ucraina. Nel nome di Gesù tutto questo passerà”.

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