Chelsea, Kantè rivela come ha reagito la squadra all’addio di Abramovich: “Non eravamo pronti”

N’Golo Kanté è il primo giocatore del Chelsea a parlare dopo l’addio di Roman Abramovich e rivela come ha reagito la squadra alla notizia della cessione. Il magnate russo nelle scorse ore, ha annunciato che il club di Londra è in vendita. Il 55enne, attraverso una lettera pubblicata sul sito ufficiale della squadra, ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinto a questa scelta e ha fatto sapere che tutti i proventi andranno a favore delle vittime della guerra in Ucraina. 

Chelsea, Kantè rivela come ha reagito la squadra all’addio di Abramovich

Abramovich lascia un Chelsea completamente diverso dal club che aveva acquistato nel 2003 per soli 140 milioni di sterline. La società è passata da una profonda crisi finanziaria all’essere una delle più ricche della Premier League. E la squadra, in questi 19 anni di regno russo, ha conquistato ben 19 trofei importanti, tra cui 5 Premier League e 2 Champions League. L’addio del magnate è un duro colpo per il mondo Blues, ma anche per i giocatori. 

pallone d'oro

A confermarlo è Kanté, parlando a Sky Sports. I calciatori Blues, rivela il francese, non erano preparati a questo improvviso addio: È qualcosa per cui non eravamo preparati, è arrivato rapidamente. Ma l’unica cosa che possiamo fare, perché noi non controlliamo queste cose, è fare il meglio che abbiamo sempre fatto. Il che significa giocare a calcio al miglior livello possibile, per noi, per il club, per i tifosi e vedere come andranno le cose. È l’unica cosa che possiamo controllare”.

Abramovich vende il Chelsea

Anche Thomas Tuchel, ai microfoni della BBC, ha detto la sua sull’addio del magnate. Il tedesco sostiene che si tratti di un enorme cambiamento: “È un po’ troppo presto per parlare, perché posso pensare solo al Chelsea con Roman Abramovich. Quindi, è molto difficile per me. È un enorme cambiamento di rotta. Non ne abbiamo parlato, l’abbiamo accettato. I giocatori hanno connessione Internet, guardano la TV quindi ovviamente lo sapevano, ricevono i messaggi. Forse alcuni giocatori sono più colpiti, altri meno, ma alla fine siamo riusciti a concentrarci, crescere in questo gioco e trovare la chiave per vincerlo”.

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