Vialli si confessa: “Ho paura di morire. Non so quando si spegnerà la luce..”

Dal 18 marzo andrà in onda su Netflix il docu-show “Una semplice domanda” con Alessandro Cattelan. Tra gli ospiti ci sarà Gianluca Vialli, ex attaccante di Sampdoria, Juventus, Chelsea e della Nazionale.

Gianluca Vialli racconta ciò che gli ha lasciato la malattia

Gianluca Vialli, ospite di Cattelan nel nuovo show di Netflix “Una semplice domanda”, torna a parlare della sua malattia nell’intervista esclusiva i cui punti chiave sono stati anticipati dal settimanale “Oggi” che sarà in edicola dall’11 marzo. Vialli combatte infatti contro un tumore al pancreas dal 2017 e, dopo alcuni anni di dolore e preoccupazione, la malattia sembra ormai regredita. La paura, però, sicuramente non è passata: Ho paura di morire e non so cosa ci sarà dall’altra parte. Ma il concetto di morte serve per capire e apprezzare la vita”.

L’ex calciatore cremonese lavora ancora nel mondo del calcio come Capo delegazione della Nazionale Italiana affiancando il ct Roberto Mancini, suo amico ed ex compagno, con cui ha condiviso la vittoria dell’ultimo Europeo. Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall’altra parte. Ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire”.

Gianluca Vialli e Roberto Mancini rappresentano la Nazionale in un evento televisivo

Aggiunge: “L’ansia di non poter portare a termine tutte le cose che voglio fare, il fatto di essere super eccitato da tutti i progetti che ho, è una cosa per cui mi sento molto fortunato”. E ancora: La malattia non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi. La vita – e non l’ho detto io ma lo condivido in pieno – è fatta per il 20 per cento da quello che ti succede ma per l’80 per cento dal modo in cui tu reagisci a quello che accade”.

Infine ricorda come anche dalla malattia si possa imparare: “E la malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, essere anche un’opportunità. Non dico al punto di essere grato nei confronti del cancro, eh..”.

I gemelli del gol Mancini e Vialli ai tempi della Sampdoria

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