Lo sfogo di Ventura: “Io lapidato, 4 anni fa era solo colpa mia. Adesso è del sistema…”

Sono passati poco più di 4 anni da quella serata di San Siro in cui un pareggio a reti bianche contro la Svezia estromise l’Italia dai Mondiali di Russia del 2018. Sulla panchina degli Azzurri c’era Gian Piero Ventura, unanimemente considerato come il colpevole della disfatta. La fresca, mancata qualificazione della Nazionale dalla prossima Coppa del Mondo in programma in Qatar ha riaperto vecchie ferite nell’allenatore ex Torino, che in un monologo alla trasmissione Le Iene ha voluto dar sfogo a tutta la sua rabbia.

Un solo colpevole: Ventura

È da più di quattro anni che mi porto un dolore dentro. E questo dolore giovedì, con la sconfitta dell’Italia con la Macedonia, è tornato intenso come quattro anni fa“. Così Gian Piero Ventura, ex Ct della Nazionale, ha commentato la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali in un monologo a Le Iene. “In tutto questo tempo ho riflettuto molto e parlato poco. Ho ascoltato, però. Quattro anni fa ho subito una lapidazione: sono diventato l’uomo nero, si è passati da ‘Ventura è un maestro di Calcio’ a ‘Ventura mangia i bambini’; quello che non si è dimesso dopo la sconfitta con la Svezia ‘perché voleva rubare uno stipendio’. Ho sempre riconosciuto la mia colpa per quell’esclusione, ma ci sono state anche altre responsabilità“.

L'ex Ct Gian Piero Ventura sull'Italia di Mancini

Differenze di trattamento con Mancini

L’ex Ct mette in evidenza la differenza di trattamento riservata dai media a Roberto Mancini. “È quello che la stampa oggi dice a una sola voce per difendere l’allenatore. Ed è vero. Leggo ‘Troviamo i colpevoli’. Quindi ce n’è più di uno. ‘Non è una sconfitta della squadra, ma un problema di sistema‘. E io sono d’accordo. Penso che sia lo stesso sistema di quattro anni fa, che la vittoria all’Europeo ha solo mascherato. Un sistema in ritardo, senza visione, che ci ha portato a uscire al primo turno ai mondiali del 2010 e del 2014. E che ci impone di ragionare su queste sconfitte che sembrano arrivare immeritatamente, all’improvviso, ma che hanno radici più profonde“.

Sistema da cambiare

Leggo che gli stadi sono fatiscenti, che i conti non tornano, che in Italia non nascono più campioni, che i pochi italiani che giocano nei top club non hanno esperienza internazionale, e che nei vivai si preferisce investire sugli stranieri“, prosegue il 74enne. “Ecco: questi problemi c’erano anche quattro anni fa e la mia sconfitta, purtroppo, non è servita a cambiare nulla. Quattro anni fa, per tutti, è stata solo colpa mia, e mi sono fatto da parte“, ricorda ancora l’ex commissario tecnico. “Oggi invece è chiaro a tutti che la colpa è del sistema. E da italiano e tifoso dell’Italia sono contento che Mancini resti. Ma adesso cambiamo il sistema“.


LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I PIù LETTI DELLA SETTIMANA