Qatar 2022, vietate le bandiere arcobaleno allo stadio 

Il Qatar dice no alle bandiere arcobaleno. I tifosi che assisteranno ai match dei prossimi Mondiali di calcio non potranno infatti sventolare bandiere arcobaleno negli stadi. A dirlo è il generale Abdulaziz Abdullah Al Ansari, presidente del Comitato nazionale antiterrorismo del ministero dell’Interno e leader della sicurezza del Qatar. Al Ansari afferma che le bandiere potrebbero essere rimosse per “proteggere i fan”. Le polemiche, naturalmente, non mancano. 

Qatar, vietate le bandiere arcobaleno

Le relazioni omosessuali, in Qatar, sono illegali e il rischio è la pena detentiva ma anche la possibilità di una pena di morte. Il dibattito sulle rigide leggi del Paese tiene banco da diversi mesi. Il paese del Medio Oriente ha fatto sapere che avrebbe accolto le coppie LGBTQ+ per il torneo, ma nonostante le rassicurazioni che arrivano dal Qatar, molti tifosi rinunceranno a seguire la propria squadra proprio per paura.

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Ora, dopo le parole del generale Abdulaziz Abdullah Al Ansari, la questione torna a preoccupare. La FIFA, in passato, aveva affermato che le bandiere arcobaleno sarebbero state consentite all’interno degli stadi, ma Al Ansari adesso dice no. Le bandiere arcobaleno esposte verranno rimosse. 

Un gesto, spiega il generale ad AP, che serve a “proteggere” i tifosi da eventuali attacchi: “Se un tifoso alza la bandiera arcobaleno e io gliela prendo, non è perché voglio davvero prenderla, non voglio insultarlo, ma proteggerlo. Perché se non sono io, qualcun altro intorno a lui potrebbe attaccarlo. Non posso garantire il comportamento di tutta la gente. E gli dirò ‘Per favore, non c’è bisogno di alzare davvero quella bandiera’”.

I tifosi LGBTQ saranno accolti, ma il Qatar chiede rispetto

Al Ansari insiste sul ricordare ai tifosi che il Qatar e i Paesi limitrofi sono conservatori e chiedono solo rispetto: Vuoi dimostrare la tua opinione sulla situazione LGBTQ, dimostrarla in una società in cui sarà accettata. La persona ha preso un biglietto e viene qui per vedere la partita, non per fare un atto politico o difendere un suo ideale”. 

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Abdulaziz Abdullah Al Ansari

Al Ansari ha infine spiegato che questa non è una minaccia per i tifosi LGBTQ. Possono andare tranquillamente in Qatar: “Se prenotano la stanza insieme, dormono insieme, questo è qualcosa che non ci riguarda. Siamo qui per gestire il torneo. Non andiamo oltre. Qui non possiamo cambiare le leggi. Non puoi cambiare la religione per 28 giorni di Coppa del Mondo”.

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