Gollini tra il serio e il faceto: “Magari lascio il calcio per il rap. Sto collaborando con un grande rapper…”

Ascolto rap e hip hop dalla prima media: Mondo Marcio, Club Dogo, Marracash. Poi 50 Cent, Eminem e gli americani. Ho un bel rapporto con i rapper italiani, mi sono venuti a trovare Capo Plaza, Shiva e altri. Per quanto riguarda la moda, invece, seguo solo quello che è il mio gusto personale“. Inizia così l’intervista di Pierluigi Gollini a Sportweek. Il portiere del Tottenham, appassionato di musica e moda, si è rivelato essere un ragazzo dalle capacità trasversali, in grado di trasformare dei semplici interessi in professioni.

Gollini: un rapper coi guanti

Gollini con la maglia del Tottenham

Gollini ha spiegato come in Italia sia difficile condurre una carriera parallela alla vita calcistica. Dedicarsi ad altre passioni, ad altre attività, spesso crea pregiudizi: “A Londra a nessuno importa di quanti gioielli indosso o di come mi vesto. In Italia vieni giudicato prima come personaggio e poi come calciatore. Canzoni? Ne avrei per fare un album. Quest’estate potrebbe esserci un ritorno con un grande rapper italiano, ma non posso dire di più“. L’estremo difensore ha comunque deciso di portare avanti le sue passioni, intraprendendo un percorso nell’ambito musicale con lo pseudonimo di Gollorius, in omaggio a Notorius B.I.G. Così nel 2018 ha debuttato con il brano “Rapper coi guanti” un singolo che ha unito due mondi differenti: fans musicali e tifosi.

Con una intro motivazionale in cui sprona gli ascoltatori a credere nei propri sogni, Gollini nel brano parla della sua vita a colpi di rime, tra calcio e moda. Essendo oltretutto un amante di quest’ultima, ha creato una sua linea di abbigliamento casual-chic dal nome Venti2esimo.

Gollini lascerà il calcio?

Come testimoniano le migliaia di visualizzazioni, il video musicale è finito nelle tendenze di youtube. Sebbene al momento Gollini abbia fatto solo un singolo, visti i risultati, ipotizza scherzando: “Tra dieci anni mi vedo con tre o quattro bambini, magari lascio il calcio per un anno e mi metto a fare rap. A parte gli scherzi, non mi sento allenatore. Potrei fare il procuratore, prendere un giovane e accompagnarlo nell’arco della sua carriera“.

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