Mourinho in lacrime dopo la vittoria della Conference e il significato dietro l’esultanza

Josè Mourinho ha trascinato la Roma nella vittoria della prima edizione della Conference League dopo un’annata complicata. Sopraffatto dalle emozioni ha dichiarato: “Abbiamo fatto la storia”.

Mourinho in lacrime

La Roma ha vinto la prima Conference League della storia imponendosi in finale sul Feyenoord con il risultato di 1-0 firmato da Zaniolo. Josè Mourinho, traghettatore dei giallorossi, non ha potuto trattenere l’emozione dopo il coronamento di un sogno europeo che i tifosi romanisti aspettavano da tempo. Dopo una stagione complicata, lo Special One non ha trattenuto l’emozione dopo il triplice fischio e davanti ai microfoni nel post partita.

Ha detto Mourinho: “Undici mesi a Roma è straordinario, come avevo detto ai ragazzi in spogliatoio in campionato, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare. Abbiamo fatto il nostro lavoro qualificandoci in Europa League. Oggi non era lavoro, era storia e abbiamo riscritto la storia della Roma. La Conference League è una competizione che dall’inizio abbiamo avuto la sensazione che era possibile vincere, poi il gruppo è migliorato ed è diventato sempre più forte. Sempre più difficile ma una competizione su cui abbiamo sempre puntato e che ci è costato punti in campionato”.

Le lacrime di Mourinho
La Roma con la coppa della Conference League

L’esultanza di Mou

La Roma ha scritto la propria storia aggiudicandosi un trofeo europeo e lo stesso ha fatto Mourinho. Lo Special One è infatti il primo allenatore ad alzare al cielo cinque trofei europei con cinque squadre differenti, non perdendo mai una finale, e aggiudicandosi tutte e tre le coppe d’Europa: Champions League, Europa League e Conference League. Ecco spiegata la sua esultanza davanti a telecamere e tifosi in cui mostra la sua mano aperta con le cinque dita a dimostrare i suoi traguardi europei.

L’esultanza di Mourinho

Ha continuato Mou: “Mi hanno detto che sono come Ferguson e Trapattoni, vincendo in tre decadi diverse. Io sono interista, del Chelsea, amo da impazzire il Real Madrid, sono anche romanista. Ho iniziato nel 2003 sono ancora qui a vincere.. Io sono di tutti coloro che con me vogliono formare una famiglia e cercano un obiettivo, stando insieme nei momenti difficili e per fortuna anche in momenti come questo. Non dico che non penso un po’ a me, ma penso soprattutto alla gente romanista che festeggia”.

Adesso io rimango, non c’è dubbio anche se ci sono voci, io voglio restare a Roma e voglio capire cosa vogliono fare i nostri proprietari e dare un proseguo ad un progetto di gente sana  onesta e seria. E’ nella storia della Roma ma anche nella mia, sono cinque trofei europei.. mi fa sentire un po’ vecchio però è una cosa straordinaria per la mia carriera. Ora è il momento della vacanza e riflettere su tutto questo che siamo riusciti a fare”

Lo Special One con la Coppa

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