Leao trapper: “Quando smetterò di giocare so già cosa farò…”

Rafael Leao ha rilasciato una lunga intervista a ‘Login‘, mensile del Corriere della Sera dedicato a innovazione, scienza e nuove tecnologie, e ha parlato sì di Milan ma anche di famiglia, social e musica. 

Leao: “Felice di essere considerato un esempio”

Il portoghese, che poche settimane fa, ha vinto lo scudetto con i rossoneri ha raccontato le emozioni vissute con la squadra e i tifosi: “Il calcio senza tifosi è un’altra cosa, non c’è altro da aggiungere. Quest’anno a San Siro è venuto a sostenerci oltre un milione di persone totali, senza considerare quante volte in trasferta era come giocare in casa: a Reggio Emilia, nella gara decisiva, sembrava di essere a Milano. E poi la marea di gente che ci ha accolti al nostro ritorno in città e il giorno dopo nella parata col pullman scoperto. No, le sensazioni che si provano nella vita reale sono un’altra cosa!”. 

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Leao è stato tra i protagonisti dell’ultima stagione del Milan e il suo valore di mercato è schizzato alle stelle. Ma a lui non interessa: “Per carità, quella è una cosa a cui non penso. Il mio valore reale è un’altra cosa. Dio mi ha regalato il talento e io devo esserne grato e continuare a lavorare duro per non sprecarlo”.

Il 23enne sa che deve crescere ancora, ma sa anche di essere considerato un esempio da tanti giovani. Una responsabilità enorme: “Sono ancora giovane e so che devo crescere sotto tutti i punti di vista. Però pensare di essere considerato un esempio per i più giovani certamente mi rende molto felice. Ma è anche una responsabilità, una cosa da tenere bene a mente ogni giorno”.

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Il portoghese: “La famiglia è la cosa più importante”

Leao parla anche del rapporto con la sua famiglia: Per me la famiglia è la cosa più importante. Quello che faccio in campo voglio trasmetterlo a loro, voglio fare bene per loro. Il rapporto con mia mamma è speciale, ve l’ho già detto: chiama tutti i giorni per sapere come sto. Mio papà è una persona diversa, vuole che faccia le cose giuste. Sono molto legato, e con il primo stipendio ho comprato subito la casa per loro”.

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Nella vita di Leao c’è spazio anche per la musica: Mi piace molto rappare e penso che quando finirò la mia carriera di calciatore potrei fare quello, nella vita. Per ora è un passatempo e basta: faccio trap, ma parlo soprattutto della mia vita, dei sacrifici per arrivare fin qui. Pensieri che condivido anche con Cabral, una presenza fissa nella mia vita”

Il giocatore parla infine di amicizia, ma anche delle sue origini: “L’amicizia è un altro valore importantissimo, anche in quello che fai: nel calcio ho molti amici, nel Milan e anche in altre squadre. E sono orgoglioso di essere in un club molto attento a temi di responsabilità sociale, che ha fatto tanto per promuovere l’equità, l’uguaglianza e l’inclusività attraverso gli esempi positivi dello sport. Perché il nome d’arte Way 45? Tante persone me lo chiedono: 45 è il codice postale della mia regione in Portogallo, mentre Way è il cammino, è un po’ una connessione tra le mie origini e la strada che sto percorrendo. Il Barrio de Jamaica, dove sono nato, è tutto per me. È il mio cuore”.

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