L’incredibile storia del tifoso svizzero che si perse a San Siro e ci rimase…11 anni vivendo da clochard

Ci sono storie che per quanto sono surreali sembrano esser state prese da un film, o da un libro, eppure sono terribilmente vere. E la storia di Rolf Bantle, pensionato svizzero, rientra di diritto in questa categoria. La sua avventura (o forse sarebbe meglio dire disavventura) inizia nell’Agosto del 2004, quando con alcuni suoi amici si reca a San Siro per seguire il Basilea contro l’Inter nel ritorno dei preliminari di Champions League. Niente di più semplice. O forse no…

La surreale storia del tifoso svizzero

A pochi minuti dal fischio finale di quella sfida, che l’Inter stava vincendo per 4-1 grazie alle reti di Adriano (doppietta), Stankovic e Recoba, Rolf deve necessariamente recarsi in bagno, ma una volta uscito non riesce più a trovare il suo gruppo di amici: “Mi sono ritrovato in un settore completamente diverso“, racconterà poi a distanza di anni. Al termine del match l’allora 60enne tifoso svizzero, con vecchi ed irrisolti problemi con l’alcol, cerca invano la macchina della sua comitiva, senza però trovarla. Con 20 franchi e 15 euro in tasca, senza cellulare e non ricordando il numero di casa, Rolf ha così l’idea di fermarsi a Milano.

Il tifoso svizzero

Clochard a San Siro

Dopo la partita la polizia svizzera lo iscrive nel registro delle persone scomparse, per poi cancellarlo 7 anni dopo, nel 2011. E Rolf decide di rimanere a vivere come un clochard a Milano, facendo del quartiere Baggio, proprio vicino San Siro, la sua nuova casa. “Non avevo motivi per tornare a casa. Mi sono goduto la libertà di Milano“. Raccontando nel 2015 la sua straordinaria storia a Schweiz am Sonntag, il tifoso svizzero parlò della benevolenza dei milanesi: “Mi davano sigarette e cibo. Uno studente mi regalò il suo sacco a pelo“. E così fino al 2015 appunto, quando un banale incidente lo fa riemergere dalla nebbia milanese.

La caduta e il ritorno

Nell’Aprile del 2015 Rolf dopo una caduta si rompe un femore, e in ospedale si scopre che essendo cittadino svizzero non aveva regolare copertura sanitaria. Il consolato rossocrociato dispone così il suo trasferimento a Basilea. Viene trasferito in una casa di riposo per anziani, dove ha raccontato che gli viene concessa anche qualche birra. “Mi piace qui. Undici anni sono stati sufficienti“. Al quartiere Baggio invece resta il ricordo di quel vecchietto dall’accento tedesco, senza un apparente passato…

Il tifoso svizzero “perso” a San Siro

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