Scambio di persona, pistola puntata e perquisizione: che disavventura per Bakayoko (VIDEO)

Il 3 Luglio è stata una giornata decisamente da dimenticare per Tiemoué Bakayoko, centrocampista del Milan. In un video, emerso e diventato virale sui social solo nelle ultime ore, si vede infatti il 27enne francese fermato per strada e perquisito con le pistole puntate da alcuni poliziotti nel centro di Milano. Gli agenti avevano scambiato il calciatore per un sospetto protagonista in una sparatoria avvenuta poco prima. E sul web si scatena la polemica.

Una brutta domenica per Bakayoko

Risale alla mattina di domenica 3 Luglio il video in cui un automobilista ha ripreso un controllo di polizia al calciatore del Milan Tièmouè Bakayoko. Nel filmato si vede il centrocampista rossonero perquisito da un poliziotto mentre una collega punta l’arma d’ordinanza in direzione di un occupante di un suv su cui viaggiava anche il centrocampista. Quando gli agenti si sono resi conto dell’identità del “sospetto” hanno interrotto l’attività e lo hanno lasciato andare. Il controllo – da quanto si apprende – è stato eseguito sulla base di una nota radio diramata dalla centrale operativa della questura in cui segnalava un suv sospetto che aveva una corrispondenza con quello di Bakayoko.

Scambio di persona

La notte precedente infatti c’erano state risse anche con colpi d’arma da fuoco tra stranieri, e si cercava un suv scuro con a bordo due uomini, uno dei due di colore con una maglietta verde. Corrispondendo all’alert, alle 6 del mattino successivo le volanti hanno effettuato il controllo, con gli agenti che hanno operato con le pistole in pugno. La Questura di Milano avrebbe già chiarito la cosa anche con il Milan. La notizia sta tuttavia suscitando molti commenti e polemiche sul web, con molti utenti che hanno polemizzato sull’operato degli agenti accusandoli anche di “razzismo“, o al contrario, di “mollare tutto” appena scoperto che il perquisito era un calciatore.

La Polizia di Stato in un successivo comunicato ha sottolineato come le misure prese, tra cui la decisione di operare con armi in pugno, fossero state dettate dalle necessità del contesto operativo.

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