Caso Bakayoko, la Polizia: “Complimenti, è stato collaborativo. Si è comportato da cittadino modello”

Dopo le infinite polemiche sul caso Bakayoko, fermato dalla Polizia il 3 luglio scorso a Milano per uno scambio di persona, arriva la ricostruzione dell’accaduto. A parlare è Girolamo Lacquaniti, portavoce dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, che è intervenuto durante il programma radiofonico “Gli Inascoltabili”, in onda sull’emittente New Sound Level. 

Caso Bakayoko, Polizia: “Le procedure applicate sono quelle standardizzate”

Lacquaniti ha spiegato prima di tutto come mai il giocatore, che nella scorsa stagione ha giocato nel Milan in prestito dal Chelsea, è stato fermato e perquisito: “La sala operativa della Questura di Milano aveva diffuso una nota con la quale segnalava che c’era stata una rissa con sparatoria e si ricercava un suv con a bordo persona di colore con una maglietta verde. Esattamente il tipo di auto, il tipo di abbigliamento e le caratteristiche del giocatore del Milan. Le procedure d’intervento che gli operatori hanno applicato sono quelle standardizzate, quando s’interviene su soggetti sospetti ritenuti armati”.

Secondo il portavoce dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, il 27enne non si è sentito vittima di discriminazione e ha capito perché gli agenti hanno agito così: “No, aveva tempi, modi e mezzi per levare la sua voce, ma del resto è stato il primo a capire perché gli operatori di Polizia hanno agito così. Visto che io lavoro e vivo a Verona, città associata a Shakespeare, possiamo dire ‘molto rumore per nulla’”.

Bakayoko

Lacquaniti: “Si è comportato da cittadino modello”

Lacquaniti ha voluto infine fare i complimenti a Bakayoko per la sua collaborazione. Il giocatore Blues, sottolinea l’uomo, si è comportato da cittadino modello: “Non sono milanista, ma ne approfitto per fare i complimenti a Bakayoko, che non ha detto ai poliziotti ‘voi non sapete chi sono io, vi faccio passare i guai’. È  stato collaborativo, ha capito la dinamica degli eventi, se non ci fosse stato il video nessuno avrebbe detto nulla perché non c’era nulla da dire e il giocatore del Milan è il primo a saperlo. Merito a lui che si è comportato da cittadino modello, mostrando collaborazione, comprendendo la situazione ed evitando qualsiasi forma di polemica“.

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