Gullo si racconta a CB: “Che ricordi Campioni! La storia del Basilea non era tutta una bugia. Oggi riparto con un nuovo format sul calcio femminile”

Nella stagione 2004-2005, nei bar d’Italia oltre a parlare delle partite della Juve, delle milanesi e delle romane, si parlava del Cervia Calcio di Ciccio Graziani. Magia della tv che rese popolare una piccola squadra d’eccellenza fino a quel momento sconosciuta. “Campioni – il Sogno” fu più di un reality, fu un modo nuovo e rivoluzionario di mostrare il calcio in tv. Tra i protagonisti del programma tutti ricordano Ciccio Gullo che intervistato dalla nostra redazione ci ha raccontato qualche simpatico aneddoto passato e ci ha parlato del suo nuovo progetto con il Riccione Calcio Femminile.

Gullo e i suoi compagni del Cervia in foto con Shevchenko

Gullo su Graziani e il rendez-vous con gli ex compagni del Cervia

Quando ho partecipato a Campioni non mi aspettavo questo ritorno di popolarità, nessuno poteva immaginare che avrebbe avuto un successo del genere – esordisce l’ex terzino del Cervia che poi racconta –. Vedere sulle bancarelle le maglie di Gullo, Alfieri e Moschino accanto a quelle di Del Piero, Totti e i campioni dell’epoca dava il termometro del successo che aveva il programma”.

Altro protagonista del reality fu mister Graziani: Era severo come appariva in tv – ammette Gullo – perché era un campione del mondo e quindi si aspettava molto da noi. Però quando eravamo in casa si addolciva. Grazie ai suoi insegnamenti abbiamo vinto il campionato”.

Un legame quello col Cervia che non si è mai interrotto: “Un mese fa ho riportato quasi tutti i miei compagni a casa per il centenario del Cervia. Inoltre abbiamo un gruppo whatsapp dove ci sentiamo spesso. Io non mi sono goduto appieno la serata perché curavo la regia dell’evento, però ho abbracciato tutti con grande affetto, soprattutto Arrieta che era il mio rivale diretto in campo. Solo dopo anni ci rendiamo conto di quanto fatto, di essere stati due protagonisti del primo reality al mondo sul calcio, è stato commovente ritrovarci”.

La storia del Basilea e lo sliding doors inglese

Storica la supercazzola del suo debutto in Champions League col Basilea contro la Juventus di Del Piero. Storia romanzata ma non del tutto falsa come ci conferma Gullo: “In pochi lo sanno ma in realtà ho giocato davvero nel Basilea per 4 giorni. All’epoca giocavo a Chiasso e feci un partitone contro una squadra svizzera di terza lega e mi notò un certo Toprak. Avevo 21 anni e venni chiamato a fare un provino per il Basilea di Christian Gross, alla fine però scelsero gente più forte e più esperta di me. Di quell’aneddoto ho messo un pizzico di mio raccontando che avevo marcato Del Piero in Champions League. E che sarà mai?! Alla fine ci hanno creduto soltanto 60 mln di italiani (ride, ndr)“.

La tv generalista è ormai orfana di Campioni da troppi anni e il motivo è presto detto: Perché siamo costati tanto. Avevamo uno staff che lavorava 7 giorni su 7 per noi. Avemmo un successo enorme, abbiamo cambiato il calcio in tv, se oggi si vedono le riprese in serie A negli spogliatoi è merito di Campioni. Ricordo la partita contro il Palermo che fece il record di spettatori con 35mila persone al Barbera. Però è difficile pensare oggi ad un nuovo Gullo, mi avrebbero beccato subito coi social. A questa nuova generazione manca un reality come Campioni…“.

Recentemente Ciccio Caputo ha rivelato di essere stato scartato in un provino per partecipare a Campioni: “Ciccio Caputo hai rotto, ti sfido a calcio tennis! – dice ridendo Gullo -. Scherzi a parte, dopo Campioni ho mandato un video della mia partita contro il Milan ad un club inglese che mi chiamò per un provino. Avevo 25 anni e non ero male, avrei potuto giocarmela e magari sarei arrivato in serie A, ma alla fine decisi di non andarci per continuare il mio percorso in tv. Quello è il mio unico rimpianto ma alla fine è andata bene lo stesso”.

Il progetto Campioni in Tour e il nuovo format sul Riccione Calcio Femminile

“Ho fondato ‘Campioni in tour‘ il più grande progetto calcistico per bambini, in cui ho fatto giocare 110mila bambini in oltre 32 stadi italiani e grazie alle donazioni ho comprato migliaia di giocattoli per le pediatrie di tutta Italia. Sono un regista sportivo e l’anno scorso ho riportato il Cervia in tv dopo 16 anni. Abbiamo fatto 8 mln di views con i post sui social. Ho tirato su un programma tv con uno smartphone, uno stabilizzatore e un faretto da 4,50 euro, applicando quanto ho imparato dal maestro Roberto Cenci”.

Il nuovo progetto però riguarda il calcio femminile: “Recentemente ho lanciato un nuovo format dove per primi al mondo mostreremo lo spogliatoio femminile del Riccione calcio. Sarà un “Campioni” in miniatura e andrà in onda su Italo Tv ogni giovedì alle 22.00 con puntate da 20′ dove racconterò la settimana delle ragazze con l’obiettivo di portare il Riccione Calcio Femminile in serie B. Abbiamo presentato il progetto all’Aquafan di Riccione davanti a tantissime persone. Credo molto nel calcio femminile perché le ragazze hanno ancora valori importanti che in quello maschile non esistono più. Sono convinto che grazie a questo progetto riuscirò a far conoscere un mondo ancora sconosciuto ai più”.

Quando gli chiediamo se il calcio femminile raggiungerà anche in Italia la notorietà che ha negli Usa, Gullo ci risponde: “Penso di sì, però bisogna dare fiducia alle ragazze. Innanzitutto bisogna alzare il tetto ingaggi, non è giusto che un calciatore di serie A maschile percepisca 6-7 mln mentre una donna percepisca max 50-60mila euro a stagione. Ci vorrà tempo ma sono sicuro che si arriverà alla parità salariale”.

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