Mbappé: “Macron mi ha chiesto di rimanere al Psg. Real? Non si sa mai cosa cosa può succedere”

Kylian Mbappé torna a parlare di Real Madrid e di futuro. Si è parlato parecchio di un possibile trasferimento del campione francese al Santiago Bernabeu. L’affare sembrava ormai certo ma, alla fine, il giocatore è rimasto a Parigi. Merito sicuramente dell’offerta del PSG, ma merito anche di Emmanuel Macron. Il 23enne, in una lunga intervista con il New York Times, ha svelato cosa gli ha detto il presidente francese per convincerlo a rimanere in Francia e ha raccontato di come ha preso la sua decisione. Kylian, però, confessa anche di non aver chiuso definitivamente le porte al Real. 

Mbappé: “Macron mi ha chiesto di rimanere al Psg”

Emmanuel Macron ha avuto un ruolo chiave per la firma del rinnovo di Mbappé. Il giocatore aveva già ammesso che il presidente francese aveva messo lo zampino nella sua decisione di rimanere in Francia.

mbappé

Ma ora ha svelato qualche dettaglio in più: Non avrei mai immaginato di parlare con il presidente del mio futuro, del mio futuro nella mia carriera, è qualcosa di folle, davvero qualcosa di folle. Mi ha detto ‘voglio che tu rimanga, non voglio che tu te ne vada ora perché sei troppo importante per il Paese’. Ha detto ‘Hai tempo per andartene, puoi restare un po’ di più’. Certo, quando il presidente ti dice una cosa così, beh, questo conta”.

Il francese: “Real? Non sai mai cosa può accadere”

Mbappé, però, non chiude le porte al Real. L’attrazione per la camiseta blanca è sempre forte: Non sai mai cosa può accadere. Non sono mai stato al Real, ma mi sembra come se fosse casa mia, o qualcosa del genere”. Kylian pensa ancora a un futuro a Madrid, ma i blancos cosa ne pensano?

Mbappè-Real Madrid

Il campione francese ha ammesso infine di essere “infastidito” dalle voci sul suo presunto ruolo da “dirigente” al PSG. Da quando ha accettato di rimanere, circolano molte notizie su di lui e sulla sua influenza al Parc des Princes. Voci che a lui non piacciono: “Questo non è il mio lavoro e non voglio farlo perché non sono bravo. Sto bene in campo e fuori dal campo. Le decisioni sportive non sono il mio ruolo. Ci sono così tante persone che sono migliori di me”.

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