Immobile confessa: “Volevo mollare la Nazionale, ma non lascio decidere gli altri. L’Italia per me è tutto”

Tempo di conferenze stampa a Coverciano, dove da due giorni si è radunata la Nazionale di Roberto Mancini in vista delle sfide di Nations League contro Inghilterra ed Ungheria. A rispondere alle domande dei giornalisti si è presentato il bomber della Lazio Ciro Immobile, sempre oggetto di critiche quando indossa la maglia dell’Italia. Critiche che hanno anche fatto pensare all’attaccante di mollare l’azzurro, come lui stesso ha spiegato.

Critiche

Avevo pensato di lasciare la Nazionale – confessa Immobile – ma con il passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino e, grazie anche al club, ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta“.

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Lazio e Nazionale

C’è chi accusa l’attaccante di rendere meglio nel club che in azzurro: “Forse alla Lazio ho più margini di errore e dà fastidio che ho vinto quattro classifiche marcatori e poi con la Nazionale ho fatto un po’ meno. Il modulo c’entra poco, qualunque sia la scelta del mister va più che bene. Mi chiedo quasi tutti i giorni per quale motivo in Nazionale segno meno. A volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate. Per me questa maglia rappresenta tutto, finché l’Italia e il mister avranno bisogno di me sarò a disposizione“.

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La sfida con l’Inghilterra a San Siro

L’Inghilterra rievoca i dolci ricordi della finale degli Europei, ma San Siro fa tornare alla mente lo spareggio per i Mondiali di Russia del 2018: “Visto il precedente personale di Italia-Svezia non abbiamo un buon ricordo. Mi aspetto una partita dura contro l’Inghilterra, una squadra fisica che gioca un buon calcio. Sarà per loro una delle ultime gare di preparazione al Mondiale, ma noi sappiamo di dover dare qualcosa alla nostra gente, che è delusa per la mancata qualificazione. La Nazionale nei momenti difficili ha rappresentato un punto di unione per tutti. Da lì dobbiamo ripartire, gli italiani devono avere fiducia in noi. Questo è un punto di partenza importante, senza dimenticare le delusioni che inevitabilmente ti rafforzano“.

Il sogno e l’obiettivo

Arrivato a 32 anni, Immobile sente di poter dare ancora tanto al club e alla Nazionale. Per la parte finale della sua carriera ha un sogno ed un obiettivo: “Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita. Se poi arriviamo in Champions non è che ci resto male… Il Mondiale in America è uno degli obiettivi che mi sono posto, sono abituato a non pormi limiti“.

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Attaccanti italiani

Due giorni fa il Ct Mancini ha sollevato il problema dell’attuale mancanza di attaccanti nel calcio italiano. A tal proposito Immobile ha le idee chiare: “L’attaccante deve avere continuità di rendimento, come il portiere. Ecco perchè per i giovani è importante segnare con continuità nei loro club per poi avere fiducia anche in Nazionale. Secondo me qualche attaccante interessante c’è, penso a Scamacca, Pellegri, Pinamonti. Raspadori ha fatto già l’Europeo e lo ritengo un mezzo veterano. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non si dà tempo di crescere“.

Mamma Raspadori

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