Bomba dalla Francia: Al-Khelaifi implicato in un torbido caso di ricatti e abusi. Sullo sfondo Qatar 2022

Arrivano pesantissime accuse nei confronti del patron del Paris Saint Germain, e presidente dell’ECA, Nasser Al-Khelaifi. A lanciarle il quotidiano francese Liberatiòn che ha lanciato un’inchiesta riguardante l’imprenditore qatariota, implicato addirittura in un caso di ricatti, abusi ed estorsioni nei confronti di un uomo d’affari franco-algerino, Tayeb B., uomo d’affari franco-algerino improvvisamente arrestato a Doha ad inizio 2020. Quell’arresto, secondo il dossier, non sarebbe stato “casuale”: l’uomo sarebbe infatti stato in possesso di informazioni compromettenti riguardanti proprio Al-Khelaifi.

Pesanti accuse ad Al-Khelaifi

Secondo la ricostruzione di Liberatiòn Tayeb B. venne fermato a Doha nei primi mesi del 2020 e successivamente arrestato con accuse poco chiare. Secondo il quotidiano francese l’uomo era “in possesso di informazioni compromettenti per il capo del Psg (…) prove potenziali di azioni di corruzione nella controversa attribuzione del Mondiale 2022, fatti di lavoro dissimulato, testimonianze riguardanti la vita privata del presidente del Psg nella capitale francese”. Informazioni che Al-Khelaifi non voleva proprio trapelassero.

PSG perdite dipendenti

Le chiavette USB

L’uomo d’affari franco-algerino sarebbe quindi stato a lungo detenuto e rilasciato solo a Luglio dopo la firma di alcuni accordi tra i suoi avvocati e quelli di Al-Khelaifi, e soprattutto in seguito alla consegna di chiavi USB e hard disk alle autorità qatariote. Durante la sua lunga detenzione Tayeb B. sarebbe stato addirittura torturato e praticamente costretto a consegnare tutta la compromettente documentazione relativa al patron del Psg.

Al-Khelaifi e la Superlega

Una vicenda molto poco limpida su cui, come auspica Liberaciòn, “solo la giustizia francese potrà far luce“.

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