ESCLUSIVA – Di Gregorio sulle orme di Julio Cesar: “Era il mio idolo da bambino ma crescendo un altro portiere mi ha segnato…”

L’acquisto in estate di Cragno dal Cagliari sembrava doverlo relegare al ruolo di secondo portiere, ma Michele Di Gregorio, prima con Stroppa e poi con Palladino, i pali della porta del Monza non li ha mai lasciati. Il portiere nativo di Milano è una delle sorprese di questo inizio di stagione, e le sue prestazioni gli stanno facendo meritare le attenzioni di tanti club e del Ct azzurro Roberto Mancini.

Di Gregorio, tra ispirazione e sogni, ha risposto a tre domande formulategli dai ragazzi di ChiamarsiBomber per la rubrica “3? AL BOMBER”.

Chi era il tuo idolo da piccolo e a quale portiere ti ispiri?

“Da piccolo, essendo cresciuto nell’Inter, sono cresciuto con Jùlio Cèsar e poi quando sono diventato un po’ più grandicello ho avuto il piacere di allenarmi con Handanovic. Adesso mi piace guardare un po’ tutti i portieri in generale in Europa, quelli più conosciuti, quelli un po’ meno. In generale un po’ tutto”.

La caratteristica in cui Di Gregorio si sente più forte?

“Non credo di avere una dote in particolare. Credo che la determinazione e la voglia di migliorarmi, forse queste due cose sono i miei principi fondamentali”.

Hai giocato con l’Under 17. Sogni l’azzurro in futuro?

“Sì, è passato un po’ di tempo da quell’esperienza in azzurro e sicuramente è l’ambizione di qualsiasi calciatore giocare con la propria nazionale. Però adesso c’è il Monza e ci sono degli obiettivi da raggiungere qui che hanno precedenza su tutto. Poi quello che verrà sicuramente farà piacere”.

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