Mezzo miliardo vendendo 4 giocatori: il Metodo Benfica fa scuola! L’ad Soares: “Ecco come funziona”

Con la cessione di Enzo Fernandez al Chelsea, il Benfica ha guadagnato ben 127 milioni di euro. I blues, che hanno fortemente voluto il centrocampista argentino (fresco campione del mondo), hanno messo sul piatto un’offerta superiore ai 120 milioni previsti dalla clausola. Una strategia, quella del club londinese, finalizzata alla possibilità di dilazionare il pagamento in più rate. Nel corso dell’ultima sessione estiva del calciomercato, i lusitani si erano assicurati le prestazioni di Enzo Fernandez versando nelle casse del River Plate appena 14 milioni di euro.

Enzo Fernandez con la maglia del River Plate

Benfica, gli affari Joao Felix e Ruben Dias

Quella relativa alla cessione del classe 2001, però, è solo l’ultima maxi plusvalenza realizzata dal Benfica, capace di acquistare diamanti grezzi a prezzi modesti per poi rivenderli a cifre monstre. È il caso di Joao Felix, prelevato appena 16enne a parametro zero dal Porto e venduto all’Atletico Madrid, nell’estate 2019, per 127 milioni di euro. Nella stagione successiva il club lusitano ha poi ceduto al Manchester City, per 72 milioni, Ruben Dias, ora colonna portante della difesa di Guardiola. Il classe ’97, arrivato dall’Estrela all’età di 11 anni, è cresciuto nel settore giovanile del Benfica.

Ruben Dias e Joao Felix ai tempi del Benfica

Benfica, 227 milioni in 6 mesi

In ottica rapporto guadagno/tempo, il vero capolavoro realizzato dal Benfica è riconducibile agli ultimi sei mesi. Nel giugno 2022, infatti, il Liverpool acquista dai portoghesi, per 100 milioni di euro, Darwin Nuñez, che i lusitani avevano prelevato dall’Almeria (nell’estate 2020) per 34 milioni. Poco più di sei mesi dopo le aquile di Lisbona piazzano un’altra cessione da record: il sopracitato affare Enzo Fernandez, acquistato dal River Plate per 14 milioni e rivenduto al Chelsea per 127.

Darwin Nuñez con la maglia del Benfica

Benfica: da Vieira a Rui Costa, la musica non cambia

Nel giro di 3 anni, solo con le suddette 4 cessioni, il Benfica ha realizzato in ambito calciomercato un guadagno di 426 milioni. Un profitto, questo, che sfiora i 510 milioni se si considerano anche i trasferimenti di Jovic (Eintracht Francoforte), Raul Jimenez (Espanyol) e Raul de Tomas (Wolverhampton) nell’estate 2019.

Insomma, una vera e propria miniera d’oro che non può che attirare su di sé l’attenzione dei grandi club e che fa della società portoghese una delle regine assolute in termini di plusvalenze. Una politica vincente, proseguita da Manuel Rui Costa (dall’ottobre 2021 presidente del club), sulla base di quella già adottata dall’ex patron Luiz Felipe Vieira.

Manuel Rui Costa, presidente del club

Il metodo Benfica

Ma come fa il Benfica a vendere a prezzi d’oro giocatori pagati poco? “È una sorta di sistema in cui investiamo in giovanissimi giocatori di talento – spiega il co-Ceo del club Soares -, alcuni provenienti dall’accademia (Dias, Joao Cancelo , Bernardo Silva , Joao Felix, Renato Sanches) e altri che abbiamo acquistato giovanissimi da altri club ( Ederson, Jan Oblak, David Luiz, Darwin Nunez, Luka Jovic, Lazar Markovic, Axel Witsel, Talisca). Possiamo trattenere i giocatori in tenera età, ma è impossibile trattenerli per sempre”.

Difatti il Benfica investe in modo massiccio nell’accademia e per comprare giocatori giovanissimi, spendendo cifre al di sopra della norma, salvo poi rivenderli a peso d’oro una volta esplosi. Anche gli ingaggi che guadagnano i giovani della cantera sono mediamente più alti di quegli offerti da altri club di pari livello dei lusitani. Seppur la spesa iniziale può risultare più alta del normale per dei ragazzini, il club vede il ritorno dell’investimento raddoppiato nel giro di pochi anni. Il metodo Benfica sta facendo scuola nel calcio moderno…

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