Il periodo da incubo di Anelka al Real Madrid: “Ma cosa ci faccio qui?”

Giocare nel Real Madrid è il sogno più o meno nascosto di praticamente ogni calciatore di calcio. Indossare la gloriosa maglia delle Merengues sarebbe motivo d’orgoglio per chiunque pratica questo sport, ma c’è chi invece nella capitale spagnola ha vissuto il peggior periodo della propria carriera agonistica. E Nicolas Anelka quella stagione se la ricorda bene, fin troppo bene. Nel docufilm sulla sua carriera in uscita su Netflix l’attaccante francese ha ripercorso anche quella nefasta annata, caratterizzata da momenti per lui, appena ventenne, difficilissimi.

L’anno nero di Anelka al Real

Arrivare a vent’anni appena compiuti in una squadra del blasone del Real Madrid non dev’essere affatto facile, e Nicolas Anelka questa sensazione l’ha vissuta sulla propria pelle. Il francese si è da subito sentito non accettato dalla squadra, fin dal primo giorno che ha varcato la soglia dello spogliatoio: “Dopo la presentazione sono andato nello spogliatoio e mi sono messo seduto, sono stato il primo ad arrivare. Poi sono arrivati gli altri e mi dicevano ‘questo è il mio posto’. Io chiedevo scusa e mi sedevo da un’altra parte, poi arrivava un altro e mi diceva ‘questo è il mio posto’. Sarà successo almeno 20 volte, quindi mi sono chiesto ‘ma che ci faccio qui? Sono così ostili‘.

Anelka

Momenti difficili

Del resto al Real sono abituati più che bene e non hanno certo la pazienza di aspettare un calciatore, anche se giovane. La pressione su Anelka poi, era enorme: “Dovevo fare molti sacrifici, ma ero troppo giovane per capirlo. E su di me c’era una pressione enorme, finivo sui giornali praticamente ogni giorno. In campo le cose non giravano (31 presenze e 7 goal a fine stagione ndr) e non riuscivo a fare nulla, non potevo avere una vita privata. Non riuscivo a camminare per strada, qualsiasi cosa facessi il giorno dopo era sui giornali”.

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