Le uova di Cremona, la fuga in finale di Coppa Italia e il discorso da brividi in Nazionale: chi era Gianluca Vialli

La notizia è di quelle che nessuno avrebbe mai voluto sentire: Gianluca Vialli non ce l’ha fatta, e all’età di 58 anni ha chiuso per sempre gli occhi e lasciato nel dolore i suoi cari e tutto il mondo del calcio. L’ex attaccante combatteva da più di 5 anni una durissima battaglia con un cancro al pancreas che alla fine non gli ha lasciato scampo. La sua vita è stata pienamente dedicata al calcio: dagli esordi nella sua Cremona agli anni d’oro alla Samp in coppia con il “gemello” Mancini; dalle notti magiche di Italia ’90 alla Champions con la Juventus, fino alle stagioni londinesi prima da giocatore e allenatore con il Chelsea, poi da tecnico del Watford.

673 partite e la bellezza di 259 reti in carriera in tutte le competizioni, a cui vanno sommate le 59 apparizioni condite da 16 goal con la maglia della Nazionale. Nazionale con cui ha scritto le ultime pagine della sua vita, prima da ambasciatore, poi da capo delegazione degli Azzurri in quell’indimenticabile Europeo vinto un anno e mezzo fa. Accompagnatore, ma anche consigliere fidato e mentore nello spogliatoio, Vialli è stata una delle armi di quell’Italia vincente. Tanti sono gli aneddoti legati alla sua carriera, curiosità ed episodi che fa sempre piacere ripercorrere.

Gianluca Vialli

Le uova di Cremona e gli scherzi al magazziniere

Quando esordì tra i professionisti con la Cremonese Vialli aveva appena 17 anni, e come quasi tutti i ragazzi di quell’età era avvezzo a scherzi di ogni genere. Un suo ex compagno ha raccontato: “Una volta stavamo palleggiando di testa con una pallina da tennis. Si avvicina il magazziniere che vuole provarci anche lui. Gianluca riesce in qualche modo a scambiare di nascosto la pallina con un uovo. Pensa quanto abbiamo riso quando l’uovo si è scagliato sulla fronte del magazziniere…“. E poi ancora: “Gli svuotavamo di nascosto le sacche di palloni che aveva appena raccolto, e lui impazziva“.

Un giovane Gianluca Vialli alla Cremonese

Quel mal di pancia in finale di Coppa Italia

Altro simpatico aneddoto raccontato dallo stesso Vialli: finale di Coppa Italia 1988 giocata e vinta dalla Sampdoria contro il Torino. Al Delle Alpi si giocava la gara di ritorno, dopo che l’andata aveva visto i blucerchiati vincere per 2-0. Il centravanti di Boskov in quella gara non riuscì ad incidere, complice un forte mal di pancia, ed il Torino pareggiò il risultato di Marassi. “Faceva freddo, pioveva, si vede che avevo mangiato qualcosa che non andava – raccontò Vialli un paio di anni fa – una volta rientrati in campo dopo l’intervallo mi prende un mal di pancia fortissimo, ma riesco a continuare fino al 90′. Solo che eravamo 2-0 per il Toro e quindi c’erano da giocare i supplementari“.

“Vado dall’arbitro Agnolin e gli chiedo se era possibile avere cinque minuti per andare in bagno. Al che lui mi risponde: ‘Dai vai, cinque minuti te li do’. Vado, scappo con il magazziniere che mi accompagna. Allo stadio di Torino c’era un passaggio che portava sotto e poi un tunnel di cento metri prima di arrivare agli spogliatoi, arrivo in bagno, ma non mi sentivo bene, c’erano due compagni infortunati, Pellegrini e Briegel, mi incitano, dicono che hanno bisogno di me, allora do un’ultima botta e scappo fuori“.

Gianluca Vialli e Mancini
Vialli e Mancini ai tempi della Samp

Il campo era lontano, ma il magazziniere, spiega Vialli, ha un’idea: “Mi fa passare dal parcheggio e poi dalla tribuna per scendere in campo, scivolo su uno scalino, vicino a un anziano tifoso del Toro che mi guarda e in dialetto mi dice che cosa diavolo ci facessi lì. Alla fine riesco a tornare in campo e Agnolin mi si avvicina: ‘L’hai fatta tutta? Possiamo ricominciare?. Gli dico di sì e ripartiamo con la partita“. La storia, secondo Vialli, ha una sua morale: “Quindi questo conferma che uomo che c**a, non muore mai. Nel senso che c’è speranza, fino alla fine”

Le fughe notturne ad Italia ’90

Un altro episodio raccontato dall’ex centravanti si riferisce ai Mondiali di Italia ’90. Durante il ritiro degli Azzurri di Vicini a Marino, nei pressi di Roma, si sparse la voce di alcune fughe notturne di Vialli. Fughe che, secondo i media, erano per incontrarsi con la famosa Alba Parietti, all’epoca una delle soubrette più in vista della tv. Voci che Vialli commentò: “Qualche giornalista si accorse che scappavo dal ritiro. E cominciò a circolare la voce che mi incontravo, notte tempo, con Alba Parietti. Invece, fuggivo per Sergio“. L’attaccante fuggiva sì, ma per incontrare il suo massaggiatore di fiducia Sergio Viganò…

Il discorso da brividi prima della finale di Euro 2020

Gianluca Vialli è stato uno dei volti copertina della vittoria degli Azzurri guidati dall’amico Roberto Mancini ad Euro 2020. Poco prima dell’inizio della finalissima contro l’Inghilterra il capo delegazione della Nazionale lesse alla squadra un celebre discorso di Theodore Roosvelt. Un discorso emozionante ascoltato in religioso silenzio: “L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo in cui il viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze”.

Vialli e Mancini a Euro 2020

“L’uomo che dedica tutto sé stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta. L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato. Quest’uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta”. Parole che si conclusero con un lungo e sentito applauso di tutto il gruppo azzurro, come si evince dal video postato da Spinazzola.

LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I PIù LETTI DELLA SETTIMANA