Paul James, dai Mondiali alla strada. Affrontò Platini, ora fa il clochard a Londra

Quello del calciatore, si sa, è uno dei mestieri più invidiati al mondo: soldi, fama, bella vita. Lusso sfrenato e, talvolta, eccessi fuori dal comune, hanno abituato l’opinione pubblica a rimanere estasiata di fronte a figure che scrivono la storia sul campo e, contestualmente, vengono riconosciuti come vere e proprie icone. Quella di Paul James, invece, è la storia di un declino che lo ha portato, all’età di 59 anni, a vivere da clochard per le strade di Londra.

Paul James ai Mondiali di Messico ’86

Classe 1963, Paul James, gallese di nascita ma cresciuto in Canada, ha rappresentato uno dei simboli del calcio canadese degli anni ’80. Regista, oltre che indispensabile centrocampista di interdizione, ha vestito la maglia della nazionale nordamericana dal 1983 al 1993 collezionando 48 presenze, condite da due gol. Nel 1986, in Messico, James ha preso parte ai primi Mondiali disputati dal Canada, gli unici prima di Qatar 2022.

Nella circostanza, la nazionale allenata dall’inglese Tony Waiters, fu eliminata ai gironi alla luce delle 3 sconfitte contro Francia, (per mano di Papin, poi Pallone d’Oro nel 1991), quando Paul James si ritrovò a marcare Michel Platini, Ungheria e Unione Sovietica (prima nel gruppo C davanti ai transalpini). Zero punti, zero gol segnati e 5 subiti ma, dal canto suo, quello di Messico ’86 è un Mondiale rimasto nella storia del Canada che, per parteciparvi nuovamente, ha dovuto attendere 36 anni.

Paul James contro Michel Platini ai Mondiali di Messico ’86

Paul James, la carriera da allenatore e l’inizio del declino

Nel corso della sua carriera, Paul James in Canada ha vestito le maglie di Toronto Blizzard, Hamilton Steelers, Ottawa Intrepid e London Lasers (club con il quale ha chiuso con il calcio giocato). Nel mezzo una stagione in Messico, tra le fila del Monterrey, e al Doncaster, in Inghilterra. Quindi l’inizio della carriera da allenatore, tra nazionale canadese under 20, London Lasers e nazionale delle Bahamas, ultima sua esperienza nel mondo nel calcio.

Da lì un tracollo inarrestabile culminato, nel 2010, con il licenziamento dalla York University, dove allenava la squadra degli York Lions, a causa della sua dipendenza dalla droga. Quindi, dopo una serie di battaglie legali perse, l’etichetta di tossicodipendente di cui, in Canada, non è mai riuscito a liberarsi. Poco prima della pandemia parte per l’Inghilterra dove, da qualche anno, vive da senzatetto per le strade di Londra, tra Piccadilly, Embankment e Strand, munito solo di alcuni vestiti, coperte e un vecchio iPad con lo schermo rotto.

Paul James: “Da clochard ho visto il disprezzo della gente”

In una recente intervista al Daily Mail ha dichiarato: “In pochi mi hanno aiutato, fare il clochard significa toccare con mano il disprezzo delle gente anche se, talvolta, mi è capitato di incontrare persone gentili e dal cuore buono”. James ha poi riferito di aver perso da 4 anni i contatti con la famiglia e di aver appreso della morte della madre, avvenuta a giugno 2022, solo ad agosto.

Allo stato attuale, alla luce delle porte in faccia ricevute dal mondo del calcio e dal suo paese, l’auspicio di James è quello di recuperare i rapporti con il padre e con la sorella. Insomma, una storia all’insegna di alti e bassi culminata, però, nel modo più triste.

Paul James, 59 anni, ex bandiera del Canada

LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I PIù LETTI DELLA SETTIMANA