Cristiano Ronaldo farà da testimonial a una città che non esiste

Cristiano Ronaldo si allena ormai da diversi giorni con l’Al-Nassr, senza comunque poter scendere in campo a causa della mancanza di uno slot per stranieri nella rosa della squadra di Riad.

Cristiano Ronaldo presentato a Riad

L’indiziato per far posto al portoghese pare essere Aboubakar, obiettivo del Manchester United tra l’altro. Ma intanto che il tifo saudita e tutti gli appassionati di calcio aspettano i primi minuti in campo di CR7, il calciatore si prepara a essere il testimonial dell’Arabia Saudita nel mondo.

Cristiano Ronaldo testimonial dell’Arabia Saudita

Parte del contratto faraonico firmato da Cristiano Ronaldo ha infatti come punto focale il ruolo del portoghese nella sponsorizzazione del paese arabo nel mondo. Il fatto che il calciatore sia un’icona globale ha incentivato la squadra saudita a puntare su di lui anche in ambiti extra calcistici, come la ripulitura dell’immagine del paese arabo e la sponsorizzazione dei progetti che l’Arabia Saudita vuole spingere, tra cui anche la realizzazione dei Mondiali del 2030 insieme a Egitto e Grecia.

Cristiano Ronaldo avrà dunque il compito di dare lustro al campionato arabo, la Saudi Pro League, e su tutto ciò che il mondo saudita ha da offrire. Su questo fronte CR7 ha già avuto la prima missione: essere testimonial della città di Neom (parola creata unendo le parole “nuovo” e “futuro”). Ma se ora cercate Neom sulle mappe non troverete nulla. La città infatti deve ancora sorgere.

La fine della sua costruzione è ipotizzata nel 2025, e sorgerà nella provincia di Tabuk, in Arabia Saudita. La città dovrebbe essere alimentata interamente da fonti di energia rinnovabile e ospiterà i Giochi asiatici invernali del 2029. Detto questo, della città al momento esiste solo il progetto, presentato 5 anni fa dal principe saudita bin Salman, e l’unica competizione sportiva che ha ospitato è stato un torneo di beach soccer poche settimane fa.

I problemi nella costruzione della città di Neom

La costruzione della città procede al rilento a causa di problemi legati alle forze lavoro. Come visto con il Qatar in preparazione dei Mondiali 2022, anche l’Arabia Saudita cerca di usare lavoratori appartenenti ad altre comunità, in questo caso quella Huawaitat. Ma la popolazione, che è indigena del luogo, non è d’accordo con i progetti del principe saudita e rifiuta lo sgombero forzato ordinato dal regime.

I movimenti a favore dei diritti civili hanno già puntato il dito contro le violenze dell’Arabia Saudita in questo contesto, esortando anche Cristiano Ronaldo a fare qualcosa a favore dei diritti umani, invece di sponsorizzare il regime e i suoi progetti. Come finirà?

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