Calciatrice incinta, il club le paga solo 1/4 dello stipendio. La Fifa impone il risarcimento

Vicenda a lieto fine, scandita però da atteggiamenti più che discutibili, quella che ha visto protagonista Sara Björk Gunnarsdóttir. La calciatrice islandese, da giugno 2022 in forza alla Juventus, è stata vittima di un episodio che l’ha portata a rivolgersi alla Fifa, la quale si è poi espressa in suo favore. Tutto è cominciato nel marzo 2021 quando la calciatrice, all’epoca all’Olympique Lione, scoprì di essere incinta.

Sara Björk Gunnarsdóttir, arrivata alla Juventus lo scorso giugno

La gravidanza e il rientro in Islanda

Sara Björk Gunnarsdóttir, che in un primo momento non fece presente la gravidanza al club (temendo probabilmente ripercussioni professionali), comunicò la notizia alla società solo alcune settimane dopo. Il Lione acconsentì al rientro in Islanda della giocatrice affinché ricevesse l’assistenza medica e familiare di cui necessitava. Una situazione risolta quindi per il meglio, o almeno questo pensava e si augurava la 32enne che, in tal senso, ha dovuto fare i conti con una verità spiazzante.

La clamorosa posizione del Lione

Durante il periodo di gravidanza, l’islandese si è infatti vista corrispondere appena 1/4 dello stipendio che le spettava da contratto. Nella fattispecie, tra aprile e giugno 2021, la calciatrice avrebbe dovuto percepire un totale di 111.000 euro ma, nei fatti, ne ricevette solo 27.000. Da qui la richiesta di spiegazioni al club che, dal canto suo, giustificò la propria posizione con una motivazione ai limiti del surreale, ovvero il mancato contributo della calciatrice in termini di campo nel suddetto periodo.

Sara Björk Gunnarsdóttir al Lione

La Fifa impone il risarcimento

La giocatrice si rivolse pertanto alla Fifa ricevendo, inoltre, il pieno sostegno della Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori professionisti. Una presa di posizione, quella della calciatrice (di ruolo centrocampista) classe ’90, che le costò l’isolamento da parte del club fino alla scadenza del contratto.

Una battaglia, quella portata avanti da Sara Björk Gunnarsdóttir (ora alla Juventus), conclusasi con il verdetto della Fifa che condannava il Lione a risarcirle il resto delle mensilità, pari a 82.000 euro. Una vittoria che, però, è diventata definitiva soltanto nella giornata di ieri quando, a 5 mesi dal verdetto, il club francese ha comunicato la propria decisione di non presentare ricorso. Una vicenda a lieto fine scandita, però, da una discutibile pagina di umanità.

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