Aramu: “A Venezia sono rinato, ora voglio la A col Genoa. Devo ringraziare Mihajlovic…”

Seconda puntata della rubrica “A tu per tu col Bomber”, nata dalla collaborazione tra Chiamarsi Bomber ed Helbiz Live, piattaforma streaming che trasmette in diretta e on demand il Campionato Serie BKT in Italia. Una nuova rubrica, che racconta in maniera inedita e fresca vita quotidiana, aneddoti e retroscena di giocatori e squadre protagoniste del campionato di Serie B.

INDICE

Dopo la chiacchierata con Stefano Turati del Frosinone del primo episodio, Davide Moscardelli, volto di Chiamarsi Bomber, ha intervistato in esclusiva il trequartista del Genoa Mattia Aramu, uno dei protagonisti della stagione dei rossoblu, attualmente secondi nella classifica di Serie B a 6 punti dal Frosinone capolista.

Moscardelli
Moscardelli intervista Aramu

Delle foto per ripercorrere la carriera di Aramu. La prima riguarda il giorno dell’esordio in Serie A con la maglia del Torino, avvenuto in una sfida contro il Pescara datata 2016. Il classe ’95 venne sostituito a fine primo tempo, ma chi entrò al suo posto? Come finì quella partita e quali furono le emozioni provate dal giocatore?

“Allora, la partita finì 0-0, ma non mi ricordo chi è entrato al mio posto. Eravamo in 10 per l’espulsione di Acquah e fu un cambio forzato. Però è stata un’emozione incredibile esordire con la maglia del Toro perché avevo fatto tutta la trafila delle giovanili”.

Avevi 21 anni, e a farti esordire fu mister Mihajlovic, che ricordo hai di lui?

“Il mister mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere dandomi fiducia. In quegli anni non mi aveva fatto andar via anche se avevo poco spazio e voglia di giocare. Posso solo ringraziarlo”.

Che ricordi hai del tuo ottimo biennio a Venezia?

“Venezia è stata la mia rinascita dopo anni non trascorsi al meglio, ero sceso anche in Serie C al Siena… Ero giovane e di sbagli ne ho fatti, e a Venezia ho cambiato un po’ di cose, mi è scattato qualcosa che mi ha fatto arrivare fino a qua”.

Il primo goal in Serie A, un rigore proprio contro il Torino…

“Tante emozioni in questo goal, innanzitutto perché è stato il primo in Serie A, fatto poi contro la squadra in cui sono cresciuto. La voglia di esultare c’era, ma non l’ho fatto per rispetto. In quel momento nella testa mi son saltate tante cose…”.

Aramu non esulta dopo il goal contro il Torino

Una domanda per ogni lettera dell’alfabeto. I come Italia: se avessi avuto meno infortuni potresti già stare nel giro della Nazionale?

“No, ci sono tanti giocatori forti anche in Serie A che meritano sicuramente più di me. L’anno scorso c’era stata la possibilità di essere convocato in uno stage, però non ci ho mai pensato”.

V di Venezia: un ricordo dei compagni e della città? Sei ancora in contatto con qualcuno?

“Di quelli con cui giocavo è rimasto Ceccaroni, con lui sono in contatto. Un ricordo sicuramente la promozione in Serie A, non era nemmeno un obiettivo ad inizio anno. È stata un’annata incredibile. La città bellissima, andavamo spesso con la mia famiglia. Anche la gente mi ha sempre trattato bene. Ho un ottimo rapporto”.

G come Goal: qual è stato il tuo goal più brutto?

“Come goal più brutto ti direi il più facile: ne ho fatto uno l’anno scorso contro la Fiorentina in tap-in senza portiere, è il primo che mi viene in mente”.

C come Criscito: leggenda del Genoa, appena tornato in rossoblu. Cosa può darvi il suo ritorno?

“Mimmo ha fatto un’ottima impressione a tutti noi nuovi che non lo conoscevamo. Si è messo subito a disposizione aiutandoci con tanta esperienza. Giocatore forte, una grande scoperta: avevamo bisogno di un giocatore come lui in squadra. Per rigori e punizioni ora nello spogliatoio ne parleremo… (ride ndr)”.

Mimmo Criscito torna al Genoa

A come Aramu: dove pensi e vuoi arrivare?

“L’obiettivo a breve termine è quello di andare in Serie A con il Genoa. Ho firmato perché voglio giocare in A con questa maglia. È un’annata troppo importante”.

N come No: qual è la cosa che Aramu odia di più fare?

“Quando mia moglie mi obbliga a fare le faccende di casa. Loro, le mogli, pensano che non facciamo mai niente…”.

S come Sinistro magico: cosa fai con quel sinistro in allenamento?

“Lo alleno ogni giorno. Mi piace allenarlo quotidianamente, sto sempre lì a provare tiri e punizioni. Ogni giorno a fine allenamento mi metto a provare determinate cose con il sinistro, anche perché col destro…”.

Due alternative, Aramu deve scegliere cosa tenere e cosa buttare. Da Venezia a Genova, baccalà mantecato o focaccia genovese?

“Tutte e due, non riesco a scegliere”.

Birra calda o acqua fresca?

“Acqua fresca”.

Chiamarsi Bomber o qualsiasi altra pagina sul calcio?

“Chiamarsi Bomber tutta la vita”.

Mattia Aramu
Aramu con la maglia del Genoa

Aramu dovrà rispondere alle domande di Moscardelli senza dire alcune parole tabù. Il Genoa vince 2-0 con una tua doppietta e ti chiedono di chi sono i meriti. Non puoi usare le parole ‘squadra’, ‘gruppo’, ‘compagni’ e ‘allenatore.

“Il merito è mio, della mia famiglia che mi sta a fianco quotidianamente e del pubblico che ci ha spinto fino ad ottenere il risultato”.

Il mister ti toglie al 35′ perché stavi giocando male e ti chiedono che ne pensi. Non puoi dire ‘gruppo’, ‘scelte’, ‘importante’ e ‘risultato’.

“Chiedo scusa ai tifosi per la mia reazione, perché di sicuro non l’ho presa benissimo. Mi allenerò duramente in settimana per dare più risposte sul campo”.

Vieni acquistato dal Real Madrid e ti chiedono se sei contento. Non puoi usare ‘sognato’, ‘maglia’, ‘club’ e ‘prestigioso’.

“Ho fatto tanto per arrivare al Real Madrid. Ringrazio il Genoa che m’ha fatto fare presenze e goal. Ora penso al Real e speriamo di vincere trofei importanti”.

Il favore per il Bomber

L’intervista si chiude con una richiesta particolare di Moscardelli ad Aramu. Al prossimo goal il trequartista del Genoa dovrà esultare in maniera particolare: dovrà accarezzarsi la barba.

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