Federico Chiesa è un attaccante esterno italiano noto per la sua esplosività, la velocità e la grande capacità di incidere negli uno contro uno. Può giocare su entrambe le fasce o come seconda punta e si distingue per gli strappi improvvisi, il tiro potente e preciso, oltre a una notevole intensità di gioco che gli consente di essere utile anche in fase di non possesso. La sua determinazione e il coraggio nel puntare l’avversario lo rendono particolarmente pericoloso nelle partite ad alta tensione.
Nel corso della sua carriera ha conquistato importanti trofei con la Juventus, tra cui due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, diventando uno dei protagonisti della squadra soprattutto nelle competizioni a eliminazione diretta. Con la nazionale italiana ha raggiunto il punto più alto vincendo l’Europeo nel 2021, torneo nel quale è stato decisivo con gol e prestazioni di altissimo livello, entrando nella squadra ideale della competizione.
Tra le curiosità, Federico Chiesa è figlio d’arte, essendo il figlio di Enrico Chiesa, ex attaccante della Nazionale. Dopo un grave infortunio al ginocchio, è riuscito a tornare ad alti livelli, dimostrando grande forza mentale e spirito di sacrificio, qualità che ne hanno rafforzato l’immagine di leader in campo.
La storia tra Federico Chiesa e la Champions League ad Anfield si tinge nuovamente di amaro. L’esterno offensivo italiano è stato ufficialmente escluso dalla lista UEFA presentata dal Liverpool per la prima fase della massima competizione europea. Una doccia fredda che conferma le difficoltà di inserimento del classe ’97 nell’organico dei Reds, giunta al termine di una sessione estiva in cui il giocatore sperava di trovare maggiore spazio e centralità nel progetto tecnico.
La scelta di Andoni Iraola e i paletti UEFA
Alla base dell’esclusione figurano rigide motivazioni regolamentari intrecciate a precise scelte d’impianto tattico. Il nuovo allenatore Andoni Iraola — subentrato ad Arne Slot sulla panchina dei Reds nel giugno 2026 — ha dovuto fare i conti con i vincoli imposti dai criteri europei relativi ai calciatori “non-homegrown”. Dovendo operare dei tagli dolorosi all’interno di un organico ricco di soluzioni offensive, il tecnico spagnolo ha deciso di rinunciare all’ex attaccante della Juventus, lasciando fuori dalla lista continentale anche il centrocampista giapponese Wataru Endo.
Il precedente della scorsa stagione con Slot
Per Chiesa si tratta di un copione già visto ma dai contorni differenti. Già nel settembre 2025, infatti, l’allora tecnico Arne Slot lo aveva inizialmente depennato dall’elenco per la fase a gironi. In quell’occasione l’azzurro riuscì a rientrare a disposizione soltanto nei mesi successivi, quando la società fu costretta a revisionare i propri quadri a seguito del grave infortunio al legamento crociato che aveva fermato il giovane difensore Giovanni Leoni. Un rimedio d’emergenza che permise all’esterno di riaffacciarsi sui palcoscenici internazionali, senza però riuscire a conquistare una maglia da titolare in pianta stabile.
Verso l’addio a gennaio: la Serie A resta alla finestra
L’ennesimo margine di esclusione rischia di accelerare in modo definitivo la rottura tra Federico Chiesa e il club inglese. Con un contratto in scadenza nel 2028 e un ingaggio attorno ai 5 milioni di euro, l’azzurro non può permettersi un’altra annata ai margini della rosa, soprattutto nell’ottica di mantenere il proprio posto nel giro della Nazionale italiana. La finestra di mercato di gennaio 2027 appare dunque come la naturale via di fuga: diverse società di Serie A continuano a monitorare la situazione di Anfield, pronte ad approfittare della rottura per riportare l’esterno nel campionato italiano.
