Ci sono record che sembrano destinati a essere battuti. E poi ce ne sono altri che, con il passare degli anni, assumono contorni quasi irreali. È il caso del Johor Darul Ta’zim, il club che in Malesia ha trasformato il dominio nazionale in qualcosa di difficilmente paragonabile.
L’ultima sconfitta in campionato dei Southern Tigers risale addirittura al 24 aprile 2021, quando il Terengganu si impose per 1-0. Da allora sono passati più di cinque anni, quattro stagioni intere senza perdere e soprattutto 111 partite consecutive di Super League senza una sconfitta.
Johor Darul Ta’zim, 111 partite senza perdere
La serie del JDT aveva già assunto dimensioni storiche il 21 agosto, quando il successo per 3-0 contro il Kuching City aveva permesso al club di raggiungere quota 109 partite consecutive senza sconfitte.
Un risultato che aveva consentito ai malesi di superare il precedente record di 108 gare, stabilito dall’ASEC Mimosas, club ivoriano che aveva mantenuto il primato dal 1994.
Il bilancio del Johor, però, non si è fermato lì. La striscia è proseguita fino alle attuali 111 partite, con un rendimento impressionante: 102 vittorie e appena 9 pareggi.
Numeri che spiegano meglio di qualsiasi aggettivo la dimensione del dominio del club.
Il record dell’ASEC Mimosas è stato cancellato con una vittoria per 14-1
La partita simbolo della cavalcata del Johor è probabilmente quella disputata contro il Kelantan The Real Warriors.
Per raggiungere quota 108 partite senza sconfitte e agganciare il record dell’ASEC Mimosas, il JDT aveva bisogno semplicemente di non perdere.
La risposta della squadra è stata però tutt’altra cosa: 14-1.
Otto gol nel primo tempo, altri sei nella ripresa e addirittura sei reti personali di Bergson da Silva. Una goleada che è diventata la vittoria più larga nella storia della Super League malese e che ha certificato il nuovo record del club.
Da quel momento sono arrivati altri risultati impressionanti, tra cui il 9-0 al Kelantan Red Warriors e il 7-0 allo Star City.
La nuova stagione è iniziata con numeri da record
E la cosa più impressionante è che il dominio non sembra essere vicino alla conclusione.
La nuova stagione è infatti iniziata secondo lo stesso copione: tre partite, 19 gol segnati e zero subiti.
Il Johor continua quindi a vincere e segnare con una regolarità impressionante, mentre la concorrenza nazionale sembra non riuscire a trovare la soluzione per interrompere il ciclo.
L’obiettivo è già chiaro: conquistare il tredicesimo campionato consecutivo.
Come è nato il dominio del Johor Darul Ta’zim
Per capire come sia stato possibile arrivare a questo livello bisogna però tornare indietro di oltre un decennio.
La trasformazione del Johor Darul Ta’zim è iniziata nel 2013, quando Tunku Ismail, principe ereditario e oggi reggente dello Stato di Johor, raccolse l’appello di alcuni tifosi che chiedevano di rilanciare un movimento calcistico rimasto per anni ai margini.
Da quel momento è iniziato un progetto costruito su investimenti, infrastrutture e programmazione.
Nel 2014 è arrivato il primo campionato dell’era JDT. Un anno più tardi è arrivata la AFC Cup, primo trofeo continentale conquistato da un club malese.
Da allora il Johor ha costruito una striscia di dominio praticamente senza precedenti: 12 campionati consecutivi e 35 trofei conquistati dalla prima squadra dal 2013.
Uno stadio da 43 milioni e un centro sportivo ipertecnologico
Il progetto non si è limitato alla squadra.
Intorno al JDT è stato costruito un vero e proprio ecosistema sportivo, con infrastrutture che sembrano appartenere a un campionato completamente diverso rispetto a quello malese.
Il simbolo è il Sultan Ibrahim Stadium, inaugurato nel 2020, uno stadio da circa 40.000 posti inserito in un progetto infrastrutturale di grande portata.
Ma è soprattutto il settore dedicato alla sports science a raccontare la filosofia del club. Il centro medico e sportivo del JDT è stato dotato di apparecchiature all’avanguardia per allenamento, recupero e riabilitazione. Tra queste ci sono tapis roulant antigravità, utilizzati soprattutto per consentire ai giocatori infortunati di riprendere gradualmente la corsa riducendo il carico sul corpo, e Airpod per l’ossigenoterapia e l’idrogenoterapia.
Non è tutto. Nel centro sono presenti anche saune a infrarossi, sistemi per ultrasuoni, apparecchiature per la terapia con plasma ricco di piastrine e strumenti medici avanzati, compreso un ecocardiografo. Il JDT ha investito quindi non soltanto sulla qualità della rosa, ma su un’intera struttura dedicata alla performance e al recupero degli atleti.
L’elemento più sorprendente resta proprio il tapis roulant antigravità: una tecnologia che permette di ridurre il peso percepito dall’atleta durante la corsa e che può essere particolarmente utile nei percorsi di riabilitazione. A questo si aggiungono le capsule Airpod per l’ossigenoterapia, parte di un sistema pensato dal club per supportare il recupero dei calciatori.
E il progetto continua a crescere: nel maggio 2026 il JDT ha avviato la costruzione di un nuovo centro di allenamento di circa 39 acri, destinato a comprendere centro di sports science, strutture per recupero e riabilitazione, analisi delle prestazioni, centro medico, palestra, strutture indoor e spazi per tutte le squadre del club, dall’academy alla prima squadra.
“Non inseguiamo i record, inseguiamo gli standard”
La filosofia del club è stata sintetizzata dallo stesso Tunku Ismail con una frase diventata quasi un manifesto del progetto: “Non inseguiamo i record, inseguiamo gli standard”.
Il concetto è semplice: la serie di 111 partite senza sconfitte non sarebbe il risultato di un’ossessione per i primati, ma la conseguenza naturale di un sistema costruito nel corso degli anni.
Anche Xisco Muñoz, ex allenatore del Watford, ha sottolineato come il record sia il prodotto di oltre un decennio di sviluppo, investimenti e fiducia nel progetto.
Luis García, ex giocatore del Liverpool e campione d’Europa nel 2005, conosce però anche l’altro lato della medaglia: quando sei il club dominante, ogni avversario vuole essere quello capace di interrompere la tua striscia.
Ogni partita diventa così una sorta di finale.
Il paradosso del calcio malese
Ed è proprio qui che emerge una delle peculiarità del fenomeno JDT.
Da una parte c’è un club che investe in strutture, tecnologia, organizzazione e giocatori con ambizioni internazionali. Dall’altra c’è un campionato che continua a fare i conti con problemi strutturali e finanziari.
La Malaysian Football League ha introdotto pienamente il proprio sistema di fair play finanziario e punta ad arrivare all’eliminazione degli stipendi arretrati entro la stagione 2027-28, rafforzando contemporaneamente i controlli sulla sostenibilità economica dei club.
Il Johor non è responsabile delle difficoltà dei propri avversari, ma il confronto rende ancora più evidente la distanza che si è creata all’interno del calcio malese.
Il JDT non è più soltanto dominante in Malesia
Ridurre però il fenomeno Johor alla debolezza della concorrenza sarebbe ingeneroso.
Il club ha iniziato infatti a costruire credibilità anche a livello internazionale.
Ad aprile il JDT ha raggiunto per la prima volta i quarti di finale della Champions League asiatica Elite, eliminando i giapponesi del Sanfrecce Hiroshima. Il percorso si è poi interrotto contro l’Al Ahli, campione in carica, che ha vinto 2-1.
Un risultato che dimostra come la squadra non sia semplicemente imbattibile perché gioca in un campionato meno competitivo.
Anche il Chelsea non è riuscito a battere il Johor
Un altro segnale della crescita del JDT è arrivato il 9 agosto 2026, quando i malesi hanno affrontato il Chelsea in un’amichevole internazionale al Sultan Ibrahim Stadium.
Il risultato finale è stato 3-3: anche i Blues, dunque, non sono riusciti a battere il Johor Darul Ta’zim.
Il JDT era passato in vantaggio con Arif Aiman, prima della rimonta del Chelsea firmata da Liam Delap. I malesi hanno però reagito, trovando prima il pareggio e poi il momentaneo 3-2 con Bergson. Soltanto un’autorete nel finale ha permesso agli inglesi di evitare la sconfitta.
Naturalmente si trattava di un’amichevole e il risultato va contestualizzato: il Chelsea aveva effettuato numerosi cambi e schierato una formazione molto giovane. Ma il dato rimane comunque curioso e significativo: in 90 minuti contro il Chelsea il JDT non ha perso.
Quanto può durare ancora il dominio del Johor?
Il Johor Darul Ta’zim ora punta al tredicesimo titolo consecutivo e continua ad allungare una striscia che sembra non avere una fine immediata.
La domanda più affascinante, però, non è tanto quando perderà. Prima o poi succederà.
La vera domanda è cosa accadrà quel giorno.
Dopo cinque anni e 111 partite senza sconfitte, una battuta d’arresto del JDT non sarebbe più soltanto un risultato sportivo. In Malesia sarebbe un evento.
Una prima pagina, una notizia capace di fermare il Paese calcistico per un giorno. Quasi come un’eclissi: tutti sanno che prima o poi arriverà, ma ormai in pochi ricordano davvero come sia fatta una sconfitta del Johor Darul Ta’zim.
