La situazione della FIGC entra in una fase delicatissima. Il caso legato al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza potrebbe infatti portare a un commissariamento della Federazione: non è ancora una decisione presa, ma lo scenario è ormai concreto.
Il caso Malagò arriva al CONI
Al centro della vicenda c’è l’articolo 29 dello Statuto FIGC, che prevede il tesseramento come requisito per la candidabilità. Malagò, quando presentò la propria candidatura, non risultava tesserato. Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha quindi trasmesso gli atti al CONI, evidenziando possibili violazioni dei principi fondamentali dell’ordinamento sportivo.
La Giunta del CONI dovrà ora affidarsi a ulteriori approfondimenti giuridici per stabilire se ci siano gli estremi per arrivare al commissariamento. L’eventuale proposta dovrebbe poi essere ratificata dal Consiglio Nazionale del CONI.
Spunta il primo nome per il ruolo di commissario
Nel frattempo, iniziano a circolare anche i primi scenari sul possibile nuovo assetto. Il nome indicato da SportMediaset e Repubblica è quello di Carlo Mornati, attuale segretario generale del CONI ed ex canottiere olimpico. Per il ruolo di sub-commissario con delega alle questioni sportive potrebbe invece essere coinvolto Demetrio Albertini. Ma c’è chi, come Il Fatto Quotidiano, ha parlato addirittura dello stesso Malagò nel ruolo di commissario.
Si tratterebbe comunque di una soluzione temporanea: il commissario avrebbe il compito di gestire l’ordinaria amministrazione fino a nuove elezioni federali.
Malagò prepara le contromosse
Malagò, intanto, non sembra intenzionato a rimanere fermo. Il presidente della FIGC sta raccogliendo pareri legali e, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, sarebbe pronto a impugnare un’eventuale decisione. In caso di nuove elezioni, inoltre, potrebbe nuovamente candidarsi dopo aver regolarizzato il proprio tesseramento.
La partita, dunque, è ancora aperta e potrebbe avere ripercussioni sull’intero vertice federale.
Cosa succede a Mancini
Uno dei punti più delicati riguarda la Nazionale. Roberto Mancini, al momento, non sarebbe automaticamente coinvolto dal commissariamento: sempre secondo il Corriere della Sera, i ruoli tecnici resterebbero in vigore fino all’elezione del nuovo presidente.
Il nuovo vertice, eventualmente, potrebbe poi intervenire anche sulla panchina azzurra, ma dovrebbe affrontare la questione della validità dei contratti firmati dall’attuale presidente. Una procedura definita complessa e rischiosa dalle fonti che stanno seguendo il caso.
