Il nuovo Milan di Gerry Cardinale sta prendendo forma anche lontano dal campo e la rivoluzione societaria sembra proprio stia avendo una conseguenza importante: il ridimensionamento del ruolo di Zlatan Ibrahimovic. Il rapporto tra i due resta solido, ma lo svedese non sembra più intoccabile come qualche mese fa.
Cardinale cambia il Milan: più potere al proprietario
La svolta parte direttamente da Gerry Cardinale. Dopo una stagione deludente, il proprietario di RedBird ha deciso di aumentare in maniera significativa il proprio coinvolgimento nella gestione quotidiana del Milan, moltiplicando i viaggi in Italia e gli incontri a Casa Milan.
La nuova organizzazione societaria nasce proprio da questa volontà: meno deleghe individuali, responsabilità più definite e un sistema nel quale le decisioni devono essere condivise all’interno di una struttura più ampia. I francesi di Footmercato descrivono il cambiamento come una vera e propria rivoluzione del modello di governo rossonero.
Non è soltanto una questione di nomi, dunque, ma di filosofia. Cardinale vuole un Milan nel quale nessuna singola personalità possa accumulare un potere eccessivamente autonomo. Ed è proprio qui che entra in gioco Ibrahimovic.
Ibra perde il suo status privilegiato
Zlatan Ibrahimovic è stato negli ultimi anni una figura particolare all’interno dell’universo rossonero. Ufficialmente consulente di RedBird (o Senior Advisor), lo svedese ha però avuto un’influenza molto più ampia di quella che il suo titolo lasciava intendere, anche grazie al rapporto diretto e privilegiato con Cardinale.
Il suo carisma, la sua storia con il Milan e la sua capacità di incidere sulle questioni sportive gli avevano garantito una posizione molto forte all’interno del club. Un ruolo che, secondo il portale transalpino, potrebbe però essere profondamente modificato dalla nuova struttura voluta dal proprietario.
Non significa che Ibrahimovic sia stato messo alla porta. Al contrario, il rapporto personale con Cardinale rimane solido. Il punto è un altro: lo svedese potrebbe non essere più il principale riferimento del proprietario per le questioni sportive.
Il possibile arrivo di un nuovo responsabile cambia tutto
A rendere ancora più evidente il nuovo corso è la possibilità che il Milan inserisca nella propria struttura un vero responsabile dell’area calcio. Il nome indicato da Footmercato è quello di Markus Krösche, profilo con una forte esperienza manageriale nel settore sportivo.
L’eventuale arrivo del dirigente tedesco avrebbe conseguenze inevitabili sull’organigramma. Un Head of Football con responsabilità definite e competenze specifiche occuperebbe infatti una parte dello spazio che Ibrahimovic ha progressivamente conquistato negli ultimi anni.
È proprio questo il passaggio centrale della ricostruzione dei francesi: l’obiettivo non sarebbe necessariamente quello di allontanare Ibrahimovic dal Milan, ma di cambiare radicalmente il perimetro del suo incarico.
Dal Milan degli uomini forti a quello della struttura
La trasformazione in corso racconta anche un cambio di mentalità da parte di Cardinale. Nella prima fase della sua gestione, il proprietario americano aveva lasciato ampio spazio ai dirigenti e alle diverse figure che componevano l’area sportiva.
Ora la direzione sembra essere opposta. Cardinale vuole essere maggiormente coinvolto, avere una visione più diretta del progetto e costruire una struttura nella quale le competenze siano chiaramente distribuite.
In questo nuovo scenario, il peso delle singole personalità dovrebbe diminuire. Ed è una dinamica che riguarda inevitabilmente anche Ibrahimovic, probabilmente la figura più riconoscibile e carismatica tra quelle che hanno gravitato attorno al Milan targato RedBird.
Footmercato sottolinea proprio questo aspetto: il nuovo Milan vuole privilegiare competenze, struttura e lavoro collettivo rispetto alla centralità dei cosiddetti uomini forti.
Ibra non è fuori dal Milan, ma non è più intoccabile
La situazione va quindi letta con attenzione. Parlare di addio di Ibrahimovic sarebbe prematuro e, allo stato attuale, non ci sono elementi per sostenere che Cardinale voglia interrompere il rapporto con il suo consulente.
Il cambiamento riguarda soprattutto il peso dello svedese nelle dinamiche decisionali. Se dovesse arrivare un nuovo responsabile dell’area sportiva con un perimetro di competenze ampio, Ibrahimovic dovrebbe necessariamente trovare una nuova collocazione all’interno dell’organigramma.
La sua presenza potrebbe diventare quindi più defilata e meno legata alle scelte operative quotidiane. Una differenza tutt’altro che marginale per un personaggio che, negli ultimi anni, aveva assunto un’influenza importante sulle strategie del club.
Il Milan volta pagina anche senza rinunciare a Ibra
La vera novità, dunque, non è un Ibrahimovic prossimo all’addio, ma un Milan che sembra voler fare a meno della sua centralità. Cardinale sta costruendo una società nella quale il sistema dovrebbe contare più del singolo dirigente e dove ogni figura dovrà rispondere all’interno di una catena decisionale più precisa.
Lo svedese rimane una risorsa importante per il suo peso, la sua esperienza e il rapporto con il proprietario. Ma il suo ruolo potrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo conosciuto negli ultimi anni.
Ibra non è fuori dal Milan, ma non è più intoccabile. E il possibile arrivo di un nuovo responsabile dell’area sportiva potrebbe essere il segnale più evidente del nuovo corso deciso da Cardinale.
