Dopo 28 anni si è chiusa una delle storie più lunghe del calcio italiano. L’Inter e Piero Ausilio hanno ufficializzato la separazione con toni distesi, parlando di stima reciproca e di una scelta condivisa. Dietro la formula del divorzio consensuale, però, emergono dettagli molto più concreti sulla trattativa per il rinnovo.
Il nodo del rinnovo: durata e stipendio
Il contratto di Ausilio sarebbe scaduto nel giugno 2027. Il direttore sportivo, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, puntava però a un prolungamento di tre anni, ritenuto necessario per poter impostare una programmazione sportiva di lungo periodo.
Non era soltanto una questione di durata. Ausilio, forte dei risultati ottenuti negli ultimi anni, chiedeva anche un adeguamento economico. Il dirigente percepiva circa 1,3 milioni di euro più bonus e avrebbe ritenuto congruo un aumento nell’ordine dei 300 mila euro, anche come riconoscimento per lo Scudetto conquistato e per le due finali di Champions League raggiunte nell’arco di 24 mesi.
La proposta dell’Inter che ha fatto saltare tutto
La società, però, aveva una visione differente. A luglio l’Inter avrebbe proposto ad Ausilio un nuovo contratto valido soltanto fino al 2028, quindi per una stagione aggiuntiva rispetto alla scadenza originaria, accompagnato da un aumento di “appena” 100 mila euro.
È proprio questa distanza ad aver rappresentato il punto di rottura. Da una parte un dirigente che chiedeva un riconoscimento maggiore e un progetto pluriennale; dall’altra una società che, pur volendo continuare il rapporto, proponeva condizioni considerate insufficienti dall’ormai ex direttore sportivo. Ausilio ha quindi comunicato di non voler accettare la proposta.
Perché l’addio è arrivato subito
La vera sorpresa riguarda soprattutto la tempistica. Il contratto sarebbe terminato nel 2027, ma le parti hanno deciso di anticipare la separazione proprio all’inizio della nuova stagione.
Dopo il confronto decisivo, è arrivata la risoluzione consensuale e Ausilio ha lasciato immediatamente il club. Un epilogo che ha inevitabilmente alimentato interrogativi, anche perché soltanto pochi giorni prima il dirigente aveva partecipato alle ultime fasi del mercato nerazzurro.
Il presidente Beppe Marotta ha però insistito sulla natura amichevole della separazione, spiegando che tra le parti c’erano stima e rispetto e definendo il divorzio come una scelta condivisa.
Baccin raccoglie subito l’eredità
L’Inter non si è fatta trovare impreparata. Il club ha promosso Dario Baccin, storico braccio destro di Ausilio, affidandogli da subito il ruolo di Chief Sport Officer.
La scelta conferma la volontà di garantire continuità all’area sportiva e, soprattutto, di valorizzare una figura cresciuta professionalmente proprio all’interno della struttura nerazzurra. Marotta ha definito Baccin un “allievo” di Ausilio, sottolineando il valore della continuità dirigenziale.
Il futuro di Ausilio può essere in Premier League
Adesso resta da capire quale sarà il futuro di Ausilio. Dopo quasi tre decenni all’Inter, il dirigente potrebbe prendersi una pausa oppure valutare una nuova esperienza all’estero.
Tra le possibilità emerse nelle ultime ore c’è anche la Premier League, con il Tottenham indicato tra i club che avrebbero effettuato i primi sondaggi. La presenza di Roberto De Zerbi sulla panchina degli Spurs rende particolarmente interessante l’ipotesi, anche se al momento non esiste un accordo.
Un addio meno sereno di quanto sembri?
Le dichiarazioni ufficiali hanno raccontato un divorzio senza tensioni, e probabilmente il rapporto personale tra Ausilio e i vertici nerazzurri resta positivo. Ma i retroscena raccontano una storia diversa sul piano professionale.
Il punto di rottura sarebbe stato soprattutto il riconoscimento del lavoro svolto e la durata del nuovo contratto. L’Inter non ha ritenuto di dover arrivare alle condizioni richieste da Ausilio, mentre il dirigente non ha accettato una proposta ritenuta non adeguata alle proprie aspettative.
Dopo 28 anni, dunque, non è stata una separazione improvvisa nata dal nulla: è stata la conseguenza finale di una distanza maturata attorno al rinnovo. E ora l’Inter riparte da Baccin, mentre Ausilio guarda già alla possibilità di una nuova sfida.
