Lautaro Martínez, detto "El Toro", è un calciatore argentino nato a Bahía Blanca il 22 agosto 1997, attaccante di fama mondiale, cresciuto nel settore giovanile del Racing Club prima di approdare all'Inter nel 2018, diventandone un punto di riferimento e capocannoniere, oltre che campione del Mondo con l'Argentina nel 2022 e più volte vincitore di trofei nazionali e continentali. È noto per la sua aggressività, fiuto del gol, dribbling e leadership, ed è sposato con Agustina Gandolfo, con cui ha due figli, Nina e Theo.
L’Inter continua a crescere anche fuori dal campo e lo fa puntando forte sul fronte commerciale. La nuova partnership con BBVA rappresenta infatti un passo importante nel piano di sviluppo del club nerazzurro, soprattutto per il peso economico dell’accordo: 8,5 milioni di euro all’anno per una sponsorizzazione pluriennale.
Una cifra che porta l’Inter ai vertici della Serie A per valore della sponsorizzazione sulla manica e contribuisce a far salire il valore complessivo della maglia nerazzurra a 72 milioni di euro all’anno.
BBVA, accordo da 8,5 milioni: è la manica più ricca della Serie A
Il dato più significativo riguarda proprio il valore della nuova partnership. BBVA verserà all’Inter 8,5 milioni di euro ogni anno, superando il precedente accordo con Gate.io, che garantiva 6 milioni.
L’Inter diventa così il club italiano con la sponsorizzazione della manica dal valore più elevato. Alle sue spalle si trovano Milan-MSC e Juventus-WhiteBit, entrambi a quota 5 milioni, mentre il Napoli con Dongfeng arriva a 4 milioni e la Roma con Wizz Air a 3 milioni.
Il confronto restituisce ancora meglio la portata dell’operazione: a livello europeo, gli 8,5 milioni dell’Inter si collocano in una fascia paragonabile a quella del Bayern Monaco, che percepisce circa 8 milioni da Allianz.
La maglia dell’Inter ora vale 72 milioni di euro all’anno
L’accordo con BBVA ha un effetto significativo anche sul valore complessivo della divisa nerazzurra.
Considerando tutti i principali partner, la maglia dell’Inter genera oggi circa 72 milioni di euro all’anno: 30 milioni arrivano da Betsson, 8,5 milioni da BBVA, 5,5 milioni da U-Power e 28 milioni da Nike, sponsor tecnico.
Un valore che fotografa la crescita commerciale del club e il peso sempre maggiore delle sponsorizzazioni nei bilanci delle società calcistiche.
Per l’Inter non si tratta quindi soltanto di aggiungere un nuovo marchio sulla manica: l’obiettivo è costruire una piattaforma commerciale capace di aumentare progressivamente il valore internazionale del brand nerazzurro.
Inter e BBVA: non è solo una questione di soldi
L’aspetto economico è però soltanto una parte dell’accordo. La partnership nasce infatti da una strategia comune legata soprattutto alla digitalizzazione e alla capacità dei due brand di entrare quotidianamente in contatto con milioni di persone.
Walter Rizzi, Head of Digital Banking di BBVA Italia, ha spiegato che a livello di gruppo la banca si muove soltanto quando trova interlocutori con una dimensione e una visione internazionali.
Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’operazione: il contratto non è stato siglato dalla filiale italiana di BBVA, ma direttamente dal quartier generale della banca a Madrid.
Un dettaglio che racconta bene la dimensione internazionale dell’accordo e il posizionamento raggiunto dall’Inter.
Perché BBVA ha scelto proprio l’Inter
La collaborazione punta a creare valore anche oltre il semplice investimento pubblicitario. BBVA sta sviluppando sempre di più il proprio modello digitale e l’Inter rappresenta un partner particolarmente interessante per raggiungere nuovi pubblici e nuovi mercati.
Tra le aree considerate strategiche ci sono Turchia, Germania e Sud America, territori nei quali il marchio nerazzurro gode di una forte attrattiva internazionale.
Il calcio diventa quindi uno strumento per aumentare la visibilità della banca, mentre l’Inter può sfruttare la dimensione globale di BBVA per rafforzare ulteriormente il proprio brand.
Marotta e Zanetti protagonisti della presentazione
Alla presentazione ufficiale della partnership hanno partecipato anche il presidente dell’Inter Beppe Marotta e il vicepresidente Javier Zanetti.
Marotta ha ribadito l’ambizione del club, sottolineando come sognare non costi nulla e auspicando di poter raccogliere risultati prestigiosi.
Un messaggio che si inserisce perfettamente nella nuova fase dell’Inter, sempre più orientata a coniugare ambizioni sportive e crescita economica.
Oaktree decisiva anche sul fronte commerciale
Un ruolo importante nella crescita del club viene attribuito anche alla proprietà. Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer dell’Inter, ha sottolineato infatti l’importanza di avere alle spalle Oaktree, il fondo statunitense che controlla il club.
La strategia commerciale parte da un principio semplice: Inter e BBVA hanno in comune un rapporto quotidiano con milioni di persone. Da una parte i tifosi, dall’altra i clienti della banca.
Il terreno comune è quindi quello della fiducia, della passione e soprattutto del digitale, diventato ormai il principale canale attraverso cui avvengono sempre più interazioni, sia nel mondo sportivo sia in quello finanziario.
BBVA entra anche nel settore giovanile
La partnership non riguarda soltanto la prima squadra maschile.
BBVA sarà infatti sleeve partner della prima squadra maschile, di Inter Women, Inter U23, Inter U20 e Inter Legends, ma assumerà anche il ruolo di sponsor principale delle squadre giovanili dall’Under 18 in giù.
Un investimento che permette alla banca di associare il proprio marchio non soltanto alla squadra che compete ai massimi livelli, ma all’intero ecosistema nerazzurro.
L’Inter punta sempre più in alto: 72 milioni dalla maglia
Il nuovo accordo con BBVA rappresenta dunque un doppio risultato per l’Inter.
Da una parte ci sono 8,5 milioni di euro all’anno, una cifra record in Serie A per lo sponsor di manica. Dall’altra c’è un progetto commerciale più ampio, che porta il valore complessivo della maglia nerazzurra a 72 milioni di euro annui.
Numeri che raccontano una trasformazione ormai evidente: nel calcio moderno la competitività non si costruisce soltanto sul mercato dei calciatori, ma anche sulla capacità di trasformare il proprio brand in una piattaforma commerciale internazionale.
E l’Inter, con BBVA, sembra voler giocare proprio questa partita.
