Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis si conferma ancora una volta una delle voci più dirompenti nel panorama dirigenziale del calcio europeo. Intervenuto a margine dell’incontro del TEHA Club, il patron partenopeo ha lanciato una nuova e provocatoria proposta destinata a far discutere l’intera comunità sportiva. Il suo discorso si è focalizzato sulla necessità stringente di ripensare l’intera struttura dello spettacolo calcistico per adattarlo ai moderni stili di consumo, mettendo in discussione regole storiche e apparentemente intoccabili. Secondo il numero uno del club azzurro, non esistono norme sacre soltanto perché in vigore da oltre un secolo: il sistema ha il dovere morale di avere il coraggio di ridiscutere la durata degli incontri, la gestione delle interruzioni di gioco e il format complessivo dell’intrattenimento sportivo.
Il nodo dell’intervallo e il pericolo dell’abbandono giovanile
Al centro della riflessione presentata dal dirigente figura il problema del progressivo allontanamento dei giovanissimi dal seguito in diretta delle manifestazioni sportive. De Laurentiis ha messo sotto la lente d’ingrandimento la pausa di quindici minuti tra il primo e il secondo tempo, ipotizzando apertamente la sua drastica riduzione o persino l’eliminazione definitiva. Il patron ha evidenziato come l’esperienza dell’utente sia radicalmente differente a seconda del luogo di fruizione. Se chi si trova all’interno dello stadio vive il momento dell’intervallo sociale condividendo l’atmosfera con gli altri spettatori, la situazione appare del tutto opposta per chi segue l’evento da casa davanti agli schermi televisivi.
La concorrenza dello smartphone e i nuovi modi di fruizione
Il rischio concreto individuato dal presidente riguarda l’attenzione dei ragazzi davanti al monitor di casa durante la sosta. Nel quarto d’ora di sospensione del match i giovani spettatori prendono il telefonino o accendono la PlayStation, finendo per trovare forme alternative di intrattenimento rapido che li portano ad abbandonare definitivamente la trasmissione dell’incontro. Al fischio d’inizio del secondo tempo, larga parte del pubblico giovanile è ormai disconnessa dall’evento dal vivo, limitandosi a recuperare le azioni salienti e i gol soltanto a posteriori tramite i brevi video degli sintesi degli highlights pubblicati in rete.
Una riforma profonda per salvaguardare l’industria del calcio
L’intervento del patron azzurro vuole suonare come un campanello d’allarme per l’intera industria pallonara internazionale. Il calcio deve porsi interrogativi profondi per evitare un declino strutturale del proprio bacino d’utenza, ripensando i tempi morti e la velocità complessiva del prodotto. Per De Laurentiis, la capacità di innovare le dinamiche di gara rappresenta l’unica strada percorribile per mantenere competitiva una disciplina sportiva insidiata costantemente dai nuovi media digitali, e la revisione dell’intervallo potrebbe diventare il primo tassello di un processo di trasformazione globale non più rinviabile.
