Ma quale ritorno dopo la sosta? Il cardiologo spaventa i tifosi (e i fantallenatori): “Tempi di ripresa molto più lunghi”. Ecco quando McTominay potrebbe tornare in campo

Il Napoli ha comunicato che McTominay tornerà in campo dopo la sosta nazionali in seguito all'intervento di ablazione. Tuttavia, il cardiologo Pappone non è dello stesso avviso

McTominay centrocampista del Napoli
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Il Napoli dovrà fare a meno di Scott McTominay nelle prossime partite. Il centrocampista scozzese è alle prese con una lieve aritmia benigna e dovrà sottoporsi a un intervento di correzione mediante ablazione, come comunicato ufficialmente dal club. L’operazione è prevista all’inizio della prossima settimana (probabilmente martedì).

Secondo il club azzurro, il ritorno del giocatore è previsto dopo la prima sosta per le Nazionali. Ma le indicazioni fornite dal professor Carlo Pappone, intervenuto a Radio Kiss Kiss Napoli, invitano alla prudenza: per un atleta professionista, dopo un’ablazione, il percorso di recupero e soprattutto i controlli necessari prima del ritorno all’attività agonistica possono richiedere circa otto settimane.

McTominay, l’ablazione è prevista all’inizio della prossima settimana

La procedura alla quale dovrà sottoporsi McTominay è un’ablazione cardiaca mediante PFA, elettroporazione, tecnica utilizzata per intervenire sulle aree responsabili dell’aritmia.

Il giocatore ha già lasciato l’Italia ed è rientrato in Inghilterra, dove dovrebbe sottoporsi all’intervento nei prossimi giorni. Le ultime informazioni parlano di un’operazione programmata nella prossima settimana, in una struttura tra Liverpool e Manchester, con martedì indicato come possibile giorno.

Il Napoli, dal canto suo, ha comunicato che lo scozzese sarà nuovamente disponibile dopo la sosta per le Nazionali. Una previsione che, però, potrebbe essere rivista alla luce delle indicazioni mediche sui tempi necessari per un atleta professionista.

Che cos’è la fibrillazione atriale e perché McTominay deve fermarsi

Il professor Carlo Pappone ha spiegato nel dettaglio cosa comporta la fibrillazione atriale negli atleti.

Si tratta di un’alterazione del normale ritmo cardiaco nella quale viene persa la corretta coordinazione tra le camere del cuore. Un episodio breve può anche risolversi spontaneamente e non rappresentare necessariamente un problema, mentre la situazione cambia quando l’aritmia persiste per diverse ore o richiede l’utilizzo di farmaci per essere interrotta.

Durante un episodio di fibrillazione atriale, secondo Pappone, la prestazione fisica dell’atleta può ridursi in maniera significativa. Per questo motivo un calciatore nel pieno di un episodio difficilmente può sostenere una partita o un allenamento ad alta intensità.

Come funziona l’ablazione a cui si sottoporrà McTominay

L’intervento viene effettuato in anestesia generale. Attraverso una vena femorale vengono inseriti alcuni cateteri che raggiungono il cuore.

Il cardiologo può quindi arrivare all’atrio sinistro attraverso una puntura della membrana che separa l’atrio destro da quello sinistro e intervenire sulle zone responsabili dell’aritmia.

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi avanti importanti e tra le tecniche disponibili c’è anche la PFA, la cosiddetta elettroporazione, utilizzata per trattare la fibrillazione atriale.

L’ablazione è una procedura consolidata, ma non garantisce il successo nel 100% dei casi. Per questo, come ha sottolineato Pappone, è fondamentale che venga effettuata in un centro specializzato e adeguatamente attrezzato.

McTominay, il rientro non dipende soltanto dalla data dell’intervento

È questo il passaggio più importante per capire quando McTominay potrà effettivamente tornare a disposizione di Massimiliano Allegri.

Per un atleta professionista, infatti, non basta che il cuore torni a mantenere un ritmo regolare subito dopo l’intervento. Occorre verificare che non si presentino nuovi episodi di fibrillazione e che il giocatore non abbia necessità di farmaci antiaritmici o di una terapia anticoagulante.

Pappone ha indicato in circa otto settimane il periodo necessario dopo l’ablazione prima di poter completare tutte le verifiche richieste per un atleta.

La data possibile per il ritorno

Ed è proprio questo il dettaglio che cambia le prospettive sul rientro di McTominay.

Il Napoli punta a riavere lo scozzese dopo la prima sosta per le Nazionali, ma seguendo le indicazioni generali fornite dal professor Pappone sui tempi post-ablazione, il ritorno effettivo in campo potrebbe slittare.

Considerando un intervento all’inizio della prossima settimana e un percorso di circa otto settimane, lo scenario più prudente porterebbe verso il rientro a Novembre in vista del big match a San Siro contro l’Inter del 5.

Si tratta naturalmente di una proiezione basata sui tempi generali indicati da Pappone e non di una data medica già fissata dal Napoli. Saranno infatti i controlli successivi all’ablazione e la risposta del giocatore a stabilire quando potrà ricevere il via libera definitivo.

Il Napoli perde il suo uomo chiave per diverse partite

Nel frattempo, Allegri dovrà fare a meno di uno dei giocatori più importanti della rosa.

McTominay ha avuto un ruolo centrale nel Napoli e la sua assenza rappresenta una perdita pesante soprattutto per la quantità e la qualità che garantisce in mezzo al campo.

Lo scozzese salterà sicuramente gli impegni immediati della squadra azzurra, a partire dalla trasferta contro l’Inter, oltre alla sfida di Champions League contro l’Arsenal e agli appuntamenti di campionato contro Bologna e Fiorentina.

La speranza del Napoli era quella di poterlo recuperare già a ottobre. Le indicazioni di Pappone, però, suggeriscono un approccio decisamente più prudente.

I precedenti in Serie A: da Lichtsteiner a Khedira

Il caso di McTominay non è comunque un’assoluta novità nel calcio italiano. In Serie A ci sono già stati precedenti importanti di calciatori costretti a fermarsi per problemi legati al ritmo cardiaco e successivamente sottoposti ad ablazione.

Il caso più noto è quello di Stephan Lichtsteiner. Nel settembre 2015, quando giocava nella Juventus, lo svizzero accusò difficoltà respiratorie durante la partita contro il Frosinone. Gli esami evidenziarono un flutter atriale, un’aritmia cardiaca considerata benigna, e il 2 ottobre il giocatore venne sottoposto a un intervento di ablazione. Il recupero fu particolarmente rapido: dopo circa un mese, e dopo aver completato gli esami necessari per ottenere nuovamente l’idoneità agonistica, Lichtsteiner tornò in campo il 3 novembre contro il Borussia Mönchengladbach in Champions League, segnando anche il gol dell’1-1.

Un altro precedente riguarda Sami Khedira. Nel febbraio 2019 il centrocampista tedesco, anche lui alla Juventus, venne fermato da un’aritmia atriale e rimase a Torino per sottoporsi agli accertamenti e al successivo trattamento. Il 20 febbraio venne eseguita l’ablazione e, in quel caso, la previsione iniziale fu di circa un mese di stop ma Khedira tornò effettivamente in campo il 6 aprile, entrando nel finale della sfida di campionato contro il Milan.

I due precedenti dimostrano quindi come i tempi possano essere molto differenti da giocatore a giocatore. Ed è proprio questo il motivo per cui il caso McTominay dovrà essere valutato senza fare paragoni automatici: la data dell’intervento non coinciderà necessariamente con quella del ritorno in campo, perché saranno gli esami e l’assenza di nuove aritmie a determinare il momento in cui il centrocampista potrà ricevere nuovamente l’idoneità agonistica.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.