L’avventura di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina si è chiusa dopo sole tre giornate di campionato. Un avvio di stagione da incubo — caratterizzato da tre sconfitte consecutive, 9 reti incassate e una sola realizzata — ha spinto la società gigliata al sollevamento immediato dall’incarico e al contestuale richiamo di Paolo Vanoli, l’allenatore che già nella passata stagione aveva condotto i viola alla salvezza.
Come analizzato nell’approfondimento di Goal.com, il ritorno del tecnico milanese porterà a una revisione delle gerarchie interne e a un assetto tattico pensato per restituire certezze e solidità all’intero gruppo.
Modulo e scelte tattiche: continuità col 4-3-3 o ritorno al 3-5-2?
Se nella sua precedente gestione Vanoli aveva inizialmente adottato una difesa a tre, la composizione dell’attuale organico viola — ricco di esterni offensivi di qualità — spinge per la continuità con il 4-3-3.
I principali mutamenti riguarderanno l’assetto difensivo e la gestione della mediana:
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Difesa da registrare: La coppia centrale formata da Radu Drăgușin e dal giovane Viery non ha offerto le dovute garanzie nelle prime uscite. Per questo motivo sale la candidatura di Luca Ranieri (oltre a quella di Marin Pongračić) per riprendere una maglia da titolare a protezione di David De Gea. Sulle corsie esterne, Dodò si avvia al rilancio definitivo sulla destra a discapito di João Mário, mentre a sinistra resta aperto il ballottaggio tra Jiménez e Valdepeñas.
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Chiavi della regia a Fagioli: A centrocampo, l’intenzione del tecnico è quella di posizionare Nicolò Fagioli nel ruolo di regista centrale per garantire ordine geometrico, pulizia di palleggio e tempi di gioco. Al suo fianco troveranno spazio le mezzali Ndour e Atta.
Attacco e rotazioni: il fattore Njie e il duello Beto-Pellegrino
Le novità più stuzzicanti del nuovo corso Vanoli riguardano la composizione del tridente d’attacco:
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L’esplosione di Alieu Njie: Il giovane talento gambiano, lanciato con profitto dallo stesso Vanoli nella passata stagione, si candida a un ruolo di primissimo piano sulla corsia esterna per garantire velocità e imprevedibilità nell’uno contro uno.
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La certezza Mastantuono: Sull’altra fascia, Franco Mastantuono rappresenta il prototipo ideale di esterno a piede invertito cercato dal tecnico ed è destinato a rimanere un punto fermo dello schieramento iniziale.
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Il ballottaggio in avanti: Al centro dell’attacco è aperto il duello tra l’argentino Mateo Pellegrino (sbloccatosi proprio contro il Torino) e il portoghese Beto. Quest’ultimo appare particolarmente idoneo per caratteristiche fisiche al sistema di gioco di Vanoli, anche se l’allenatore provvederà ad alternare i due centravanti in base alle diverse esigenze strategiche.
