Edoardo Motta è passato in pochi mesi da giovane portiere arrivato per la panchina dalla Serie B a titolare ed eroe della Lazio. Ora, però, il suo futuro nella Capitale potrebbe essere tutt’altro che scontato: le esigenze economiche del club potrebbero infatti spingere la società a valutare una sua cessione.
Da acquisto low cost a protagonista
La storia di Motta alla Lazio è cambiata rapidamente. Arrivato dalla Reggiana nel gennaio 2026 per prendere il posto di Mandas andato in prestito al Bournemouth, il portiere classe 2005 era stato inizialmente quindi individuato “solo” come alternativa a Ivan Provedel.
Il salto di considerazione è arrivato nella seconda parte della stagione, quando l’infortunio dell’attuale estremo difensore dell’Inter gli ha spalancato le porte della titolarità. Motta ha risposto con prestazioni convincenti e soprattutto con una specialità diventata il suo marchio di fabbrica: i rigori.
In semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta ha parato addirittura quattro penalty nella serie decisiva, trascinando la Lazio alla finale e diventando uno dei protagonisti della stagione biancoceleste.
La Lazio ora pensa alla plusvalenza
Dopo il mercato estivo condizionato dal saldo zero, sulla Lazio incombe il rischio di un blocco totale delle operazioni in entrata a gennaio. È uno scenario riportato da Il Messaggero, ma di cui si parla da settimane.
La società dovrà quindi lavorare sui conti nelle prossime settimane per evitare nuove limitazioni. Ed è proprio in questo contesto che una cessione come quella di Motta potrebbe assumere un peso particolare: il portiere, acquistato per circa un milione di euro (i documenti societari indicano un valore di acquisizione di circa 1,024 milioni di euro), rappresenta oggi un potenziale asset da valorizzare sul mercato.
Secondo quanto riportato dal quotidiano romano dunque, la Lazio starebbe valutando la possibilità di mettere Motta sul mercato per realizzare una plusvalenza e reperire risorse in vista dei prossimi impegni economici: sarebbe di 8 milioni di euro la richiesta minima ipotizzata dal club.
Il nodo dei riscatti e del mercato
Perché, dunque, la Lazio dovrebbe prendere in considerazione l’addio di un portiere giovane e valorizzato proprio dal club? La risposta è ovviamente economica.
La società biancoceleste dovrà infatti affrontare nei prossimi mesi diversi impegni legati ai giocatori arrivati in prestito nell’ultima sessione. Il bilancio indica 31,35 milioni di euro di diritti di opzione per i riscatti, ai quali possono aggiungersi fino a 3 milioni di premi. Tra i nomi coinvolti ci sono Frattesi, Sutalo e Gudmundsson.
In questo scenario, una cessione di Motta garantirebbe una plusvalenza molto elevata rispetto al costo sostenuto pochi mesi prima. Non significa che la Lazio abbia già deciso di venderlo: l’ipotesi viene descritta come una possibilità legata alle necessità del club.
Da eroe a possibile sacrificio
Il paradosso è proprio questo: Motta è diventato uno dei volti della rinascita biancoceleste e, allo stesso tempo, può trasformarsi in uno degli asset più preziosi per finanziare le prossime operazioni.
Il portiere in questo inizio di stagione è rimasto alle spalle di Mandas nelle gerarchie, con il greco che sta rispondendo presente, e l’uscita prematura dalla Coppa Italia rischia di avergli tolto l’unica possibilità di giocare qualche partita quest’anno.
La situazione resta dunque da monitorare in vista di gennaio: se arriveranno offerte all’altezza della valutazione fissata dal club, la Lazio dovrà decidere se puntare sulla crescita di Motta oppure trasformare l’esplosione del giovane portiere in una plusvalenza utile per costruire la squadra del futuro.
