Retroscena Milan, i rossoneri hanno fatto un tentativo in extremis per Scalvini

Milan, retroscena dall'ultimo giorno di mercato: i rossoneri hanno sondato Scalvini, ma l'Atalanta ha chiesto almeno 40 milioni per il difensore.

Il Milan ci ha provato per Scalvini
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Il Milan ha chiuso il mercato senza il tanto atteso rinforzo in difesa, ma nelle ultime ore della sessione estiva qualcosa si è mosso. Tra i nomi valutati dalla dirigenza rossonera è spuntato anche quello di Giorgio Scalvini, centrale dell’Atalanta considerato da tempo uno dei profili italiani più interessanti nel ruolo.

Il sondaggio del Milan per Scalvini

A ricostruire il retroscena è stato Marco Guidi della Gazzetta dello Sport, intervenuto nel podcast La Tripletta. Secondo quanto riferito dal giornalista, il Milan ha contattato l’entourage di Scalvini proprio nell’ultimo giorno di mercato per capire se esistessero margini per un trasferimento in extremis.

Non si è trattato però di una trattativa avanzata. L’interesse del Milan si è fermato davanti alla valutazione dell’Atalanta, che non aveva intenzione di privarsi del proprio difensore per una cifra inferiore ai 40 milioni di euro. Una richiesta che, con pochissimo tempo a disposizione, rendeva praticamente impossibile trasformare il sondaggio in un’operazione concreta.

L’Atalanta non aveva intenzione di cedere il centrale

La posizione della società bergamasca era peraltro già emersa nelle settimane precedenti. In estate Scalvini era stato accostato anche al Newcastle, ma l’Atalanta aveva mantenuto una posizione particolarmente rigida sul futuro del difensore. A metà agosto la società veniva descritta come intenzionata a prendere in considerazione una cessione soltanto davanti a offerte molto importanti, con una valutazione indicata intorno ai 55 milioni.

Anche SportMediaset aveva raccontato nei giorni precedenti la volontà dell’Atalanta di blindare Scalvini, parlando di una trattativa per il rinnovo del contratto dopo gli assalti ricevuti in estate.

Il Milan aveva cercato anche Tiago Gabriel

Scalvini non era comunque l’unico tentativo effettuato dal Milan per il reparto arretrato. Nelle ultime ore i rossoneri avevano sondato anche Tiago Gabriel del Lecce, ma pure in questo caso le condizioni economiche hanno impedito la chiusura dell’affare.

Il Lecce chiedeva infatti almeno 25 milioni di euro per il centrale portoghese classe 2004. Il responsabile dell’area tecnica Stefano Trinchera ha poi confermato che fino all’ultimo c’erano stati contatti per una possibile cessione.

Alla fine resta Tomori

Il Milan ha quindi terminato il mercato senza un nuovo centrale. La decisione finale è stata anche condizionata dalla posizione di Ruben Amorim, che ha ribadito la propria fiducia nei giovani già presenti in rosa, in particolare David Diawara.

Con il mancato arrivo di Scalvini e Tiago Gabriel, il club ha infine scelto di reintegrare Fikayo Tomori, rimasto senza una nuova destinazione. Un epilogo che conferma come il Milan abbia effettivamente cercato un difensore fino all’ultimo, ma senza trovare le condizioni per completare l’operazione.