Da quest'anno la Champions League come la conoscevamo non esiste più, e gli 8 classici gironi da 4 squadre ciascuno si sono fusi in un unico, maxi campionato a 36 squadre, ognuna delle quali disputano 8 partite.
Uno stravolgimento totale del format, la cui grande novità sta ovviamente nel numero di partite giocate da ogni club, passate appunto ad 8 rispetto alle 6 garantite fino alla stagione 2023/2024.
Un cambiamento che ha diviso tifosi e addetti ai lavori, ma che comunque sembra aver avuto un discreto successo soprattutto in occasione dell'ultima giornata in cui si sono disputate in contemporanea ben 18 partite.
Il numero crescente di partite, e la contemporanea nascita del nuovo Mondiale per Club che aprirà i battenti il prossimo giugno, starebbe orientando l'Uefa verso un'altra, incredibile rivoluzione: il massimo organo continentale del calcio starebbe infatti pensando di eliminare una delle regole più storiche di questo sport.
L'Uefa ha pronto un altro radicale sconvolgimento per la Champions
Negli uffici dell'Uefa sta prendendo piede l'idea di eliminare gli emozionanti tempi supplementari per le partite della seconda fase, e quindi ad eliminazione diretta dei tornei continentali, che in caso di parità dopo andata e ritorno, allo scadere dei 90' finirebbero dunque direttamente ai calci di rigore. L'abolizione dei supplementari non rappresenterebbe una totale novità, dato che dal 2023 è stata già applicata per la Supercoppa Europea.
Secondo quanto rivelato dal Guardian, l'epocale cambiamento potrebbe prender vita dal triennio 2027-2030, al termine dell'attuale ciclo legato ai diritti televisivi. Obiettivo della rivoluzione è ridurre i minuti "extra" giocati dai giocatori, come richiesto a gran voce dal sindacato di categoria.
Il fascino di quei 30' ad alta tensione cancellato dalla competizione più importante a livello di club: non si rischia di snaturarla definitivamente?
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