Ancelotti “scippa” a Mancini il talento italo-brasiliano nel mirino di Milan e Napoli

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Carlo Ancelotti ha convocato Breno Bidon, giovane centrocampista del Corinthians classe 2005, per la nuova tornata di impegni della Nazionale brasiliana. Il nome del talento paulista è infatti comparso nella lista dei giocatori scelti dal commissario tecnico per le amichevoli internazionali.

La chiamata della Seleçao arriva in un momento particolare per Bidon, che nei mesi scorsi era finito anche sotto i radar italiani dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana grazie alle origini della famiglia. Una situazione che aveva alimentato l’ipotesi di un possibile futuro in azzurro, ma che ora deve necessariamente essere riletta alla luce della convocazione di Ancelotti.

Breno Bidon convocato da Ancelotti

Il centrocampista del Corinthians è uno dei giovani sui quali il commissario tecnico brasiliano ha deciso di puntare. Ancelotti, alla ricerca di nuove soluzioni per il centrocampo della Seleçao, ha inserito Bidon nel gruppo e gli ha così spalancato le porte della Nazionale maggiore.

Per il classe 2005 si tratta di un riconoscimento importante, soprattutto considerando la concorrenza presente nel centrocampo brasiliano. La convocazione rappresenta infatti un ulteriore passo nella crescita di un giocatore che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione anche al di fuori del Brasile.

E adesso c’è anche una questione legata alla Nazionale italiana a rendere ancora più interessante la sua storia.

La cittadinanza italiana ottenuta nel 2026

Il nome di Bidon era diventato particolarmente interessante anche per il calcio italiano dopo il conseguimento della cittadinanza italiana. Il giocatore, nato in Brasile nel 2005, ha infatti origini italiane e ha completato nel 2026 l’iter per ottenere il passaporto italiano.

Un dettaglio che aveva inevitabilmente acceso i riflettori sul suo futuro internazionale. Bidon è infatti nato e cresciuto calcisticamente in Brasile, ma il nuovo status gli permette di essere considerato a tutti gli effetti cittadino italiano.

Non è quindi un caso che il suo nome sia stato inserito anche nella lista dei giovani calciatori italiani da tenere d’occhio presentata dalla Lega Serie A. Un riconoscimento che aveva ulteriormente alimentato le ipotesi su un possibile futuro in maglia azzurra.

Cosa succede ora con la Nazionale italiana?

La convocazione del Brasile rappresenta certamente un segnale importante, ma non significa automaticamente che Bidon abbia chiuso definitivamente la porta all’Italia.

Il punto centrale è il tipo di partite per le quali Ancelotti lo ha convocato. Gli incontri amichevoli della Nazionale maggiore, infatti, non producono automaticamente lo stesso effetto di una presenza in una gara ufficiale ai fini dell’eventuale cambio di associazione internazionale.

La situazione diventerebbe invece molto più delicata qualora Bidon dovesse essere utilizzato in una competizione ufficiale con il Brasile. Le norme FIFA prevedono infatti condizioni specifiche per poter eventualmente cambiare Nazionale, con limiti relativi alle presenze e alla tipologia delle gare disputate.

Per questo motivo, l’Italia non è ancora matematicamente fuori dai giochi, ma la convocazione brasiliana rappresenta un segnale molto forte. Ancelotti ha scelto di inserirlo nel nuovo corso della Seleçao e questo potrebbe avere un peso importante nelle future decisioni del giocatore.

Le caratteristiche tecniche di Breno Bidon

Ma che tipo di giocatore è Breno Bidon? Il brasiliano è un centrocampista mancino molto duttile, capace di muoversi in più zone del campo. Nasce principalmente come mezzala e centrocampista offensivo, ma può essere utilizzato anche in una posizione più arretrata o sulla trequarti.

Una delle sue caratteristiche più interessanti è proprio la capacità di cambiare posizione durante la partita. Con il Corinthians può partecipare alla prima costruzione, abbassarsi per ricevere il pallone, accompagnare l’azione offensiva e allo stesso tempo contribuire alla fase di pressione quando la squadra perde il possesso.

Tecnicamente è un giocatore che punta molto sulla qualità del primo controllo, sulla conduzione palla al piede e sulla capacità di trovare soluzioni negli spazi stretti. Non è il classico centrocampista che basa il proprio gioco esclusivamente sulla fisicità o sulla velocità: la sua arma principale è la qualità con cui riesce a gestire il pallone e a collegare i diversi reparti.

Ancora giovane, Bidon deve naturalmente migliorare alcuni aspetti del proprio gioco, soprattutto nella continuità e nella gestione delle due fasi. Ma proprio la sua duttilità lo rende un profilo particolarmente interessante per un allenatore come Ancelotti.

A chi somiglia calcisticamente Breno Bidon?

Per caratteristiche tecniche e modo di interpretare il ruolo, Breno Bidon può ricordare Pedri, il centrocampista del Barcellona e della Nazionale spagnola. Il paragone non riguarda naturalmente il livello raggiunto dai due giocatori, ma alcune qualità che emergono nel modo di stare in campo.

Come Pedri, Bidon è un centrocampista mancino che fa della qualità del palleggio, del primo controllo e della capacità di giocare nello stretto alcuni dei suoi punti di forza. Non ha bisogno di grandi spazi per incidere: cerca spesso di ricevere tra le linee, orientare il corpo prima del controllo e accompagnare l’azione con una conduzione palla molto pulita.

Un’altra caratteristica interessante è la capacità di muoversi continuamente per offrire una soluzione ai compagni, alternando momenti in cui si abbassa per partecipare alla costruzione ad altri in cui attacca gli spazi più avanti.

È proprio questa combinazione di tecnica, mobilità e intelligenza nel posizionamento a rendere interessante il paragone con Pedri. Bidon ha però ancora un percorso di crescita importante davanti a sé e deve sviluppare ulteriormente la continuità e la lettura delle due fasi.

Per questo, più che parlare di un “nuovo Pedri”, è corretto definirlo un giovane centrocampista che per caratteristiche ricorda il talento del Barcellona, ma che deve ancora costruire la propria identità ai massimi livelli.

Milan e Napoli lo avevano cercato: quanto costa oggi Bidon?

Il talento di Bidon, del resto, aveva già attirato l’attenzione della Serie A ben prima della convocazione di Ancelotti. Nell’estate 2025 Milan e Napoli erano infatti tra i club interessati al centrocampista del Corinthians, insieme alla Fiorentina. Il problema, però, era soprattutto economico: il club brasiliano considerava il suo gioiello un investimento importante e la valutazione si aggirava intorno ai 15 milioni di euro.

Una cifra che aveva contribuito a frenare i club italiani, anche perché il Corinthians non aveva particolare fretta di privarsi del giocatore. Il contratto di Bidon, successivamente rinnovato fino al 31 dicembre 2029, prevede inoltre una clausola rescissoria per l’estero da 100 milioni di euro.

Da allora, però, il valore del centrocampista è ulteriormente cresciuto. A dicembre 2025 le valutazioni di mercato riportate in Brasile e in Europa oscillavano già tra 15 e 20 milioni di euro, mentre oggi la richiesta del Corinthians viene considerata superiore ai 20 milioni.

In poco più di un anno, dunque, il profilo che Milan e Napoli avevano seguito come possibile investimento per il futuro è diventato ancora più costoso. E la convocazione di Ancelotti potrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente l’attenzione internazionale sul classe 2005.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.